CASAL DI PRINCIPE: il sindaco Natale annulla la presentazione del libro del pentito Gaetano Vassallo
A cura di Iole Vaccaro
Renato Franco Natale, sindaco di Casal di Principe, ha annullato la presentazione del libro, edito da Sperling&Kupfer e scritto dalla giornalista de “Il Mattino” Daniela De Crescenzo “Così vi ho avvelenato. Il grande affare dei rifiuti tossici raccontato da un manager della camorra”, sulle “memorie” del boss pentito Gaetano Vassallo, protagonista di quei traffici illeciti che, per 20 anni, hanno trasformato le aree della Campania in pattumiera del Paese. La presentazione doveva tenersi domani, 13 febbraio nella Sala Consiliare del comune.
“Il nostro scopo – spiegano il sindaco Natale e l’assessore alla cultura Mirella Letizia – era quello di divulgare informazioni e dichiarazioni che avrebbero chiarito ulteriormente il fenomeno delle ecomafie di cui è stato vittima il nostro territorio e che ha stroncato tante vite innocenti. Allo stesso tempo, per rispetto delle stesse vittime e dei loro familiari abbiamo pensato che era giusto approfondire alcuni aspetti chiedendo alla Casa Editrice se Vassallo, da questa pubblicazione avesse ricevuto qualche compenso. Questo perché riteniamo che la divulgazione di informazioni del genere, così importanti per la nostra comunità debbano avvenire attraverso modalità che esulano da operazioni commerciali sulle quali è giusto riflettere. Avuto conferma dalla Casa Editrice e riscontrando un certo fastidio in una parte della popolazione che ha sofferto e soffre per la perdita dei loro cari in un territorio dove l’aumento delle malattie tumorali causato anche dallo sversamento illegale dei rifiuti è cosa acclarata, abbiamo deciso di non procedere con l’iniziativa. Un gesto di responsabilità nei confronti dei cittadini e di rispetto dei loro sentimenti e delle loro esperienze”.
Il comitato Don Peppe Diana e il Coordinamento Provinciale di Libera si dicono solidali col sindaco Natale aggiungendo che “Non si può consentire che una mera operazione commerciale si traduca nell’ennesimo oltraggio alle vittime dei crimini ambientali, con l’aggravante di arrecare, oltre al danno, la beffa”. E sottolineano che “icarnefici e le vittime non possono ricoprire lo stesso posto nella storia della nostra comunità”.