di GESUALDO NAPOLETANO e GIOVANNA PAOLINO
CASERTA – Nonostante la strada ormai in discesa per il centro-sinistra ,che vede il suo candidato Carlo Marino in pool position per la carica di Presidente della Provincia di Caserta, per una strana “legge del contrappasso”, il Consiglio Comunale di Caserta si trova a dover sciogliere un nodo molto intricato: quello del bilancio consuntivo 2016.
Il Consiglio Comunale di Caserta è stato infatti convocato nei giorni 13 e 14 ottobre 2017 alle ore 8.30 per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Approvazione del verbale della seduta precedente (Relatore: Presidente Michele De Florio)
- Conto Consuntivo Esercizio Finanziario 2016 – Approvazione in seguito all’annullamento da parte del T.A.R. Campania della deliberazione consiliare n°56 del 3 1/05/2017 (Relatore Ass. Pica)
Il tutto parte dal ricorso al Tar presentato dal gruppo consiliare di Speranza per Caserta costituito da Norma Naim, Francesco Apperti e Antonello Fabrocile. Questi i motivi del ricorso che gli speranzini hanno presentato attraverso il loro legale, avv. Paolo Centore, al Tar della Campania in un processo finalizzato all’annullamento della delibera di consiglio comunale con cui era stato approvato il rendiconto della gestione del Comune di Caserta:
“Qualora i documenti costitutivi del rendiconto della gestione (conto del bilancio, conto economico, stato patrimoniale, relazione dell’organo di revisione) vengano messi a disposizione oltre il termine minimo di venti giorni prima dalla seduta consiliare di approvazione del rendiconto di gestione la delibera stessa è illegittima e quindi esposta all’annullamento giurisdizionale. Nel caso di specie la relazione dell’organo di revisione era stata messa a disposizione dall’ organo consiliare soltanto due giorni prima della seduta fissata per l’approvazione del rendiconto di gestione”.
Ed è proprio per tali motivi che il Tar della Campania ha accolto il ricorso giurisdizionale presentato da Speranza per Caserta ed il consequenziale annullamento del deliberato consiliare.
Ma non è finita qui.
Nei giorni scorsi sempre il gruppo consiliare di Speranza per Caserta ha depositato presso gli uffici della Prefettura di Caserta un atto propulsivo per invitare il Prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto, ad adempiere a quanto prescritto dalle norme della Repubblica e dunque a decretare la sospensione del consiglio comunale e la contestuale nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio in attesa dell’avvio della procedura sanzionatoria di scioglimento del consiglio comunale prevista dal Tuel.
Cerchiamo ora di comprendere i passaggi di questa vicenda politica che mette a rischio la stabilita’ dell’amministrazione comunale di Caserta.
Con delibera n.83 del 9 maggio 2017, la Giunta Marino ha approvato la relazione illustrativa del rendiconto dell’esercizio finanziario 2016, ivi comprensivo dell’apposito capitolo relativo al rispetto delle prescrizioni ministeriali e della nota integrativa al conto economico patrimoniale , come previsto dall’art. 265 comma 2 del d.lgs 267/2000 , non che’ i restanti allegati come previsti nel d.l. 118/2011.
Nella stessa delibera viene stabilito che una copia dell’atto sia trasmesso al Collegio dei Revisori dei Conti per la relazione ai sensi dell’articolo 239 comma 1 lettera d e che l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2016 sia approvato definitivamente dal Consiglio Comunale dopo avere acquisito il parere del Collegio dei Revisori.
L’ assestamento del bilancio e la delibera predisposta dall’Assessore Pica prevedono una disponibilita’ per la gestione di cassa pari 1.838. 368,53 euro , mentre la sua proiezione al 31 dicembre presenta un saldo positivo di 4. 852.468,38euro.
La gestione di competenza di parte corrente evidenzia un saldo positivo pari a 3.233.971,79 euro con una proiezione positiva al 31 dicembre pari a 4.752.452, 41 euro.
La richiesta di annullamento da parte del gruppo consiliare Speranza per Caserta, accolto dal Tar Campania, si e’ basata su alcune criticita’ riscontrate nel documento e relative ai proventi della raccolta differenziata, della gestione dei parcheggi, degli impianti sportivi, degli incassi relativi alle violazioni del codice della strada e di quelli relativi alla bouvette degli uffici giudiziari.
Il Consiglio Comunale di Caserta ha approvato il conto consuntivo dell’esercizio finanziario del 2016 con delibera n. 56 del 31 maggio 2017 .
In attesa del Consiglio Comunale del 13/14 ottobre 2017, l’amministrazione guidata da Carlo Marino , rappresentata e difesa dall’ Avv. Vittorio Scaringia , si prepara al ricorso al Consiglio di Stato avverso la decisione assunta dal Tar Campania.
” Al prossimo Consiglio Comunale approveremo di nuovo il bilancio consuntivo – ha precisato il Sindaco Carlo Marino – Alla base della sentenza del Tar c’è solo un vizio formale e non certo sostanziale, dal momento che il Consiglio ha approvato il bilancio consuntivo, che dà nuova linfa e nuove prospettive alla città, con una evidente e manifesta volontà politica. Con altrettanta chiarezza il documento contabile passerà in occasione della prossima Assise”,
E non manca la bacchettata a Speranza per Caserta . ” Chi ha proposto questo ricorso – afferma Carlo Marino- ha finito per creare solo problemi agli uffici comunali, non preoccupandosi del bene della città. Viene posta l’attenzione su meri aspetti di carattere formale, senza guardare alla sostanza delle questioni, senza discutere degli aspetti concreti che interessano ai cittadini”.
In mezzo a questo ginepraio politico- amministrativo, le elezioni del 12 ottobre 2017 per il rinnovo del Consiglio Provinciale dove Carlo Marino sembra essere in netto vantaggio rispetto al suo competitor Giorgio Magliocca.
Se il Consiglio Comunale di Caserta, infatti, venisse sciolto dal Prefetto Ruperto , come chiede il gruppo Speranza per Caserta, tale decisione andrebbe a ripercuotersi inevitabilmente anche sulla composizione del nuovo Consiglio Provinciale.
Insomma , ancora una dura partita da giocare per l’amministrazione comunale di Caserta , nella quale le istanze e i bisogni urgenti dei cittadini diventano sempre piu’ sbiaditi rispetto alla ” cruenta ed implacabile guerra politica”.