CASERTA. IL CONVEGNO DI ITALIA NOSTRA SUI BENI CULTURALI DEL TERRITORIO : CRITICITA’ E PROPOSTE

Nella sala della Biblioteca della Diocesi di Caserta si è tenuto un importante incontro sui beni culturali, promosso dalla locale sezione di Italia Nostra. Infatti, è stato proprio il presidente casertano Giancarlo Pignataro ad introdurre i lavori.

Subito dopo il giornalista Luigi Ferraiuolo, moderatore dell’incontro, ha passato la parola a Maria Rosaria Iacono, vice-presidente nazionale della benemerita associazione, che ha ricordato come è importante considerare l’intero patrimonio nazionale dei beni culturali, in particolar modo quello dei cosiddetti minori, in quanto più a rischio di vandalizzazioni, con il fortissimo rischio di perdere importanti tasselli della nostra memoria storico-culturale.

Sono poi intervenuti Francesco Canestrini, soprintendente della Basilicata, e Salvatore Buonomo, soprintendente per le province di Caserta e Benevento. Entrambi hanno evidenziato come le soprintendenze si trovino a dover affrontare i problemi più vari in materia di tutela dei beni culturali senza avere né uomini né altre risorse, perché non solo il territorio di loro competenza è molto vasto ma anche e soprattutto perché esso, essendo ricco di palazzi, anfiteatri, musei, chiese, borghi ha continuamente bisogno di supporti tecnico-scientifici che possano garantire in un primo momento la tutela e successivamente la valorizzazione.

La parola è poi passata a Vittorio Emiliani che, da par suo, ha fatto una lunga quanto circostanziata disamina del problema ‘beni culturali’. Emiliani ha tracciato le vicissitudini che toccano questa particolare parte della nostra storia soffermandosi in particolar modo sugli ultimi venti anni, che hanno visto un attacco sconsiderato a tutto il pianeta ‘beni culturali’. Ha evidenziato come la recente riforma Franceschini, l’attuale titolare del dicastero dei beni culturali, ha vieppiù peggiorato la situazione, perché ha letteralmente scisso la funzione di tutela da quella di valorizzazione, pensando che i musei siano solo macchine da soldi ed ignorando ciò che avviene all’estero con la gratuità di accesso.

In tal modo per Emiliani si è eclissato anche il concetto di ‘paesaggio’, perché i beni culturali vengono scissi dal territorio, basti pensare ai danni delle pale eoliche. A questa riforma è da aggiungere quella del ministro Madia sulla cosiddetta semplificazione amministrativa, che porterà irrimediabilmente col silenzio-assenso a creare una corsia preferenziale per gli interessi dei privati. Addirittura le nuove norme porterebbero, in tema di conferenza dei servizi, cioè quell’organismo a cui sono tenute a partecipare le varie branche della pubblica amministrazione, a ridurre in capo ad un unico ufficio il peso di un eventuale voto nella conferenza, con la conclusione di vedere raggruppate nella prefettura i vari uffici della pubblica amministrazione, a partire dalla soprintendenza.

Per Emiliani negli ultimi anni si è passati ad una legislazione molto caotica che sta portando giorno dopo giorno ad un affievolimento delle norme di tutela e nel contempo ad una regressione della fruizione del bene culturali ai solo fini consumistici, facendo attenzione solo ai numeri dei visitatori e non alla qualità delle nostre bellezze. Questo ed altro è ben analizzato nel libro di Vittorio Emiliani dal sintomatico titolo Lo sfascio del paese. Beni culturali e paesaggio da Berlusconi a Renzi, pubblicato dal coraggioso editore Solfanelli di Chieti.

Alle parole di Emiliani hanno poi fatto riscontro quelle di Pio Forlani, in rappresentanza di “Legambiente”, e Giuseppe Venditto, in rappresentanza dell’ “Associazione Progetto San Rufo rinasce”, il quale ultimo ha ricordato come , purtroppo, oggigiorno la situazione si è imbarbarita, in quanto le istituzioni sono sorde agli appelli di associazioni come “Italia Nostra”, la quale negli anni Sessanta si fece promotrice a far considerare come monumento nazionale l’intero borgo di Casertavecchia.