Neve a fiocchi in provincia di Caserta e , intanto, Burian lascia la sua impronta devastatrice sull’agricoltura.
Una simile nevicata per la nostra provincia, con i suoi effetti distruttivi sulle colture agricole , risale al 1956 .
Anche oggi , 27 febbraio 2018, la neve ha cominciato a cadere copiosa fin dalle prime ore del mattino con temperature prossime allo zero.
Da ieri mattina gelo e neve stanno procurando danni incalcolabili alle colture. Il tutto in un periodo decisivo per i germogli. Colpite coltivazioni di fragole, fave, piselli, pesche, albicocche ed ortaggi.
Al momento sono in corso verifiche sull’entità dei danni, anche attraverso gli uffici zona di Coldiretti, ma sono evidenti i danneggiamenti alle strutture – in particolare a frutteti e serre – oltre alla forte preoccupazione per gli alberi già in fiore (pesche, albicocche, susine, ciliegie), per le orticole in campo prossime alla raccolta (piselli, fave, patate, meloni, lattuga, finocchi) e le fragole.
Alcuni sindaci hanno annunciato che chiederanno lo stato di calamità naturale. Ora la paura degli agricoltori, spiegano da Coldiretti, si sposta alle prossime ore con gli occhi fissi al termometro. Se le temperature dovessero crollare sotto lo zero, le gelate distruggerebbero irrimediabilmente tutti i frutteti. Per molte colture, infatti, è già in corso la fase di “scamiciatura”, ossia la caduta dei petali per lasciar spazio al frutto. Ma anche per le orticole e i seminativi il danno da gelo potrebbe compromettere gravemente i raccolti.
Solo nei prossimi giorni si potrà avere contezza dei danni, che si temono ingenti. Con l’arrivo di Burian salgono a sei le gelate storiche di origine siberiana che nell’ultimo secolo hanno attraversato la Penisola nel 1929, nel 1956, nel 1963, nel 1985 e nel 2012 provocando devastanti danni nelle campagne con stragi di animali e coltivazioni distrutte. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel sottolineare che si tratta degli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro.
Si moltiplicano gli eventi estremi, gli sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo ma – continua la Coldiretti – anche gelate e picchi di calore anomali si alternano lungo l’anno e lungo tutta la Penisola. Si tratta di una nuova sfida per l’agricoltura che è l’attività economica a cielo aperto che più di tutte le altre – conclude la Coldiretti – vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici.
Preoccupazione espressa dai vertici Copagri Campania. Il Presidente Copagri Napoli Paolo Di Maiola rimarca il danno che le colture hanno subito. Pesche primizie, albicocche primizie, susine primizie, fave, piselli e ortaggi in genere sono, praticamente, distrutti. Il Presidente COPAGRI Caserta, Salvatore Ciardiello ha pubblicato immagini dalla sua azienda che ci restituiscono la misura del danno che gli agricoltori stanno subendo. Estremamente preoccupata Vera Buonomo Presidente COPAGRI Campania che sollecita un immediato intervento di sostegno per le produzioni.