La città di Caserta è , ormai, un bunker nel quale, con tutta la buona volontà,il Casertano medio, quello , cioè, che quotidianamente annaspa tra lavoro e famiglia, tra traffico congestionato e interminabili file negli uffici pubblici, è costretto ad una lotta spasmodica per la sopravvivenza urbana. Una specie di corsa agli ostacoli tra transenne e palazzi fatiscenti tra i quali si insinuano i ratti sorpresi lungo i bordi di Corso Trieste. Ma procediamo con ordine partendo proprio da Corso Trieste dove, non si comprende per quale ragione, dinanzi al Bar Tropicana , la ditta che ha eseguito i lavori di ripristino del basolato, perchè inevitabilmente traballante, non ha rimosso le transenne e i ” tondini di ferro” puntellati nel basolato stesso. Il risultato è una barriera tra il gazebo del Bar Tropicana e i resti del cantiere lasciati ad memoriam dalla ditta, unico soggetto deputato a eliminare questa specie barriera. Nel suo percorso in città, il Casertano medio, al quale si chiede una ulteriore prova di coraggio quando gli si suggerisce, in queste condizioni, di spostarsi in bicicletta, se, da un lato, riesce ad evitare le transenne di Corso Trieste, inevitabilmente si va ad imbattere nelle transenne di via Roma, dove la consistente mole del traffico automobilistico – non dimentichiamo la persistenza della Ztl su Corso Trieste , l’attuale blocco di Via Verdi, il transito dei pullmann in direzione e in provenienza Maddaloni-Benevento, e il flusso veicolare determinato dall’esercito degli studenti sia del plesso di via Roma che dell’Isiss Terra di Lavoro di via Acquaviva- ha provocato la rottura dei tombini delle società erogatrici di servizi pubblici, come Telecom e Enel. Anche in questo caso transenne lungo il percorso automobilistico: ancora ostacoli sulla strada del malcapitato Casertano. Va detto che tale situazione, in via Roma, provoca un rallentamento del traffico che, inesorabilmente, determina un aumento del Punto PM10. A questo proposito , bisogna ricordare che alcune Associazioni sono ancora in attesa dell’esito dei risultati chiesti in merito alla veridicità dei dati forniti dalla centralina PuntoPM10 collocata in via Roma. Come si ricorderà la questione, che ha coinvolto la precedente amministrazione, era incentrata sul fatto che , secondo le associazioni, la centralina fosse stata montata male , ovvero in modo da non quantificare in modo veritiero il livello di PM10 in via Roma. Travolto dal caos cittadino, lo sventurato Casertano, si ritrova confuso e smarrito, in via Cesare Battisti – Largo Amico,dove, neanche in questo caso si comprende la ragione, si è realizzata quella specie di ” imbuto”, una strettoia incomprensibile, che porta direttamente fuori dal bunker, ovvero fuori città , dal momento che manca ogni segnaletica che guidi l’automobilista nei vari punti della stessa. Rimane ancora aperta la ferita di via Verdi chiusa al traffico per il crollo del palazzo. Su questo punto, tuttavia, va precisato un aspetto essenziale. L’errore di fondo, secondo molti, è stato quello di considerare via Verdi come una porta di accesso alla città di Caserta. Non dimentichiamo che questa strada porta direttamente nell’area del Rione Acquaviva , congestionato dal traffico automobilistico e dai due passaggi a livello di via De Martino. Tuttavia, pur volendo accettare la soluzione adottata , ovvero via Verdi intesa come ponte tra la Reggia di Caserta e l’area sud della città, va ricordato agli amministratori che , proprio per tale ragione, nel corso degli anni avrebbe dovuto essere riqualificata e valorizzata in modo adeguato ai fini della ormai inflazionata ” promozione turistica”, Invece, e i fatti parlano, questo non è accaduto: via Verdi era ed è sede di un vero e proprio degrado sociale nel quale prostitute, operative sia di giorno che di notte, si affiancano a senza fissa dimora e ad ubriachi di varia nazionalità. Ci chiediamo: cosa altro deve sopportare il malcapitato cittadino casertano , che , oltre ad affannarsi per pagare i tributi e arriva a stento a fine mese, è costretto ad una quotidiana corsa agli ostacoli nel centro della città? Rimangono i ratti , fotografati nei giorni scorsi su Corso Trieste: forse , anch’essi, nel caos , hanno perso la strada e, per il momento, non riescono a tornare nel Palazzo di provenienza.