CASERTA /NAPOLI ,MALASANITA’ : VILLA DEL SOLE E VILLA BIANCA . AVV. LUCA SUPINO DI LORENZO : ” PAZIENTE SI RIVOLGE ALLE DUE STRUTTURE SANITARIE PER LIPODISTROFIA . E INVECE I DUE INTERVENTI AGGRAVANO LA SITUAZIONE

CASERTA. Si rivolge a due strutture sanitarie per risolvere un grave inestetismo dovuto a lipodistrofia. E, invece, entrambi gli interventi aggravano la situazione.

Oggi, la donna, 49enne, di Marcianise, vittima di una palese negligenza dei sanitari che l’hanno avuta in cura, è protagonista di un caso di malasanità. Un caso che verrà dibattuto ad ottobre, presso il tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, per la prima udienza di comparizione ex art. 702 bis c.p.c..

Era il gennaio 2010 quando viene ricoverata alla Villa del Sole di Caserta per essere sottoposta a lipoaspirazione e lipofilling: intervento necessario per la lipodistrofia della coscia ed avvallamenti da pregressa lipoaspirazione. Poi, un altro intervento dopo due anni, nell’aprile del 2012, a Villa Bianca, a Napoli: questa volta di liposuzione e lipofilling delle aree ipotrofiche ed asportazione di cute ptosica. Questo secondo intervento era stato dettato da lipodistrofia, ovvero da una distribuzione anomala del grasso, e da un inestetico rilassamento della pelle nella zona, ovvero la ptosi cutanea.

Nel settembre 2015, però la paziente si sottoponeva ad una visita psicologica all’ospedale di Caserta: durante la visita, la donna metteva in evidenza la presenza di una dismorfologia (una sorta di malformazione) consequenziale ai due interventi.

“Le predette operazioni, non solo non hanno consentito alla ricorrente di ottenere il risultato sperato, ma hanno addirittura comportato un peggioramento della sua salute”, denuncia il legale rappresentante della donna, Luca Supino Di Lorenzo, specialista in diritto sanitario e responsabilità per colpa medica. “Il fatto stesso che non sia stato raggiunto il risultato atteso – continua l’avvocato della donna -, fa valere il principio della presunzione del rapporto causale del danno con l’errata condotta professionale (res ipsa loquitur)”.

Nel dettaglio, “vi è stato un evidente peggioramento dello stato ante quo. E’ pacifico poter affermare che, sulla base dei classici criteri riconosciuti dalla dottrina medico-legale, vi sia nesso causale tra gli interventi chirurgici cui la paziente fu sottoposta in data 29/01/2010 e 18/04/2012 e le menomazioni da essi derivate”, continua ancora l’avvocato Di Lorenzo. In pratica, “il peggioramento dello stato di salute della ricorrente (esiti cicatriziali ed ampliamento degli inestetismi) vanno addebitati tout court ai sanitari che la ebbero in cura ed alla loro colposa condotta”, commenta il legale.

Inoltre, esistono negligenze anche nella documentazione degli interventi. Riguardo il consenso informato posto alla paziente, “non risulta minimamente compilato, non essendo riportato né il tipo di intervento e di anestesia da effettuare, né le possibili complicanze e neanche è dato sapere chi sia il medico che avrebbe fornito le informazioni”, spiega il legale Di Lorenzo.

In aggiunta, per quanto riguarda l’intervento svolto alla Villa del Sole di Caserta, l’avvocato evince che “dalla cartella clinica relativa al ricovero dal 29/01/2010 al 30/01/2010, non risulta essere stato effettuato alcun esame obiettivo pre-operatorio, mentre la lettura del registro operatorio del 29.01.2010 evidenzia l’assenza di una approfondita descrizione dell’intervento”. Mentre per quello svolto alla Villa Bianca di Napoli, “seppur in questo caso il modulo di consenso informato risulta essere molto dettagliato, va precisato che esso è relativo alla procedura di lipofilling ed alla necessaria lipoaspirazione, mentre nessun cenno è posto all’asportazione di tessuto cutaneo cui sono esitate le cicatrici sottoglutee ad oggi obiettivabili”.

Allo stato attuale, conclude l’avv. Luca Supino Di Lorenzo, la paziente vive “una condizione psichica caratterizzata da evidenti aspetti di tipo depressivo-ansioso, con risvolti sul piano somatico, con riduzione della capacità relazionali ed adattive, con perdita della propria autostima ed auto accettazione, che ne condizionano il comportamento e la vita di relazione”.