Caserta – A far “aprire” gli occhi agli inquirenti è stata la denuncia di Luigi Comparone, un uomo a cui era stato “promesso” un posto da Operatore socio sanitario al Concorsone indetto dalla Regione Campania.
Ovviamente il Comparone doveva dare qualcosa in cambio al “propabile” impiego: un pacchetto di voti in occasione delle amministrative del Comune di Aversa. Una promessa, purtroppo per lo speranzoso candidato non rispettata, lo provocato a prendere una decisione al quale non pensava: la denuncia presentata non solo nei conftonti di Stefano Graziano ma anche del braccio destro del consigliere Pasquale Fiorenzano.
A formalizzare le accuse i Magistrati della Procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, i quali hanno iscritto nel registro degli indagati anche Nicola Tirozzi, collaboratore del Parlamentäre regionale, e ovviamente anche dello stesso denunciante Comparone.
«Prendo atto – commenta Graziano – del fatto che ci sono atti processuali che mi riguardano e di cui non sono stato ancora informato. Sono tranquillo perché estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver segnalato/raccomandato la persona che, per la mancata segnalazione, prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi. I fatti si riferiscono, tra l’altro non alla mia campagna elettorale ma a quella di un altro. Sono ancora una volta fiducioso nella magistratura».
Per il consigliere PD si tratta già della seconda volta in appena quattro anni. Nel precedente caso, al vaglio degli inquirenti vi erano alcuni che verteva su alcuni sms scambiati, nel corso della Campagna elettorale per le elezioni regionali del 2015, tra Graziano e l’imprenditore Alessandro Zagaria.