Campi di calcio del Rione Vanvitelli:tutte le promesse non mantenute della politica

A Caserta il 22 luglio 2019 furono inaugurati , nel Rione Vanvitelli, due nuovi campi rispettivamente, di calcio e di calcetto, in erba sintetica di ultima generazione

Caserta. In questi giorni di calda primavera, in cui la gente, dopo il ” coprifuoco” del Covid19, sta cominciando a riassaporare il gusto della socialita’, diviene inevitabile parlare di un ‘opera casertana che, per sua stessa destinazione,  avrebbe dovuto favorire la socializzazione e l’inclusione, soprattutto giovanile: ci riferiamo ai campi di calcio di Rione Vanvitelli, altra, o se vogliamo, ennesima cattedrale nel deserto della citta’ di Caserta.

Come si ricordera’,il 22 luglio del 2019, furono inaugurati , nel Rione Vanvitelli, due nuovi campi rispettivamente, di calcio e di calcetto, in erba sintetica di ultima generazione. I campi furono donati alla città grazie al ‘Protocollo contro l’abbandono dei pneumatici fuori uso nella Terra dei fuochi’, siglato nel 2013 da ministero dell’Ambiente, Incaricato per il contrasto ai roghi in Campania, Prefetture e Comuni di Napoli e Caserta ed Ecopneus.

Per l’inaugurazione dei campi giunse a Caserta il gotha del governo giallorosso: dal sindaco Carlo Marino al consigliere regionale Stefano Graziano per finire al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Il tutto, ovviamente, “incorniciato” da commentatori e mass media.

Insomma, al di la’ di ogni impensabile contagio Covid19, l’inaugurazione dei due campi di calcio lasciava presagire una rinascita non solo sportiva dello storico campo di calcio del Rione Vanvitelli-tempio cittadino del calcio giovanile fino ad una ventina di anni fa- ma anche ad una riqualificazione sociale dello stesso quartiere nei quali spesso i giovani, e lo documentano le cronache, sono indirizzati ad attivita’ ed interessi non propriamente legali.

La citta’ di Caserta,  il 22 luglio 2019, festeggio’ la speranza di una rivincita attraverso lo sport e , soprattutto, attraverso i giovani.

A tutt’oggi, pero’, i campi di calcio inaugurati dalla politica con tanto fervore sono semplicemente due distese di erba sintetica incustodite.

E’ facile intravedere, sotto il manto verde, la crescita dell’erba naturale pronta , quanto prima, a spuntare dal suolo.

Ma non e’ tutto.

Manca, in primis, un custode dei due campi : una persona, cioe’, autorizzata  garantire il controllo dell’area  garantendo il regolare flusso degli utenti.

I due campi, inoltre, sono privi di spogliatoi e di bagni.

Ancora: i due campi sono privi di illuminazione, ovvero, nel tardo pomeriggio o di sera, non e’ possibile giocare alcuna partita di calcio.

Insomma, il 22 giugno 2019 si e’ celebrata un ‘altra festa inutile per la citta’ di Caserta.

Nel corso di quest’anno l’amministrazione comunale non ha fatto niente per risolvere la situazione: l’opera e’ incompleta ed e’ priva di ogni manutenzione sia perche’ il Comune non e’ mai intervenuto nel completamento dei lavori sia perche’ nessun privato si e’ accollato la gestione e la manutenzione dei campi.

La questione e’ semplice: il Comune afferma di non disporre delle risorse finanziarie per i lavori richiesti ai fini di una fruibilita’ dell’area. L’ente sarebbe disposto a dare i campi in concessione a privati a condizione pero’ che questi si accollino le spese per bagni, spogliatoi e illuminazione e per un durata, pare,  di dieci anni.

Condizioni che,  per qualunque imprenditore, seppure appassionato di calcio, sembrano improponibili.

Nel frattempo l’amministrazione comunale tace sulla questione mentre i due bellissimi campi rischiano di  trasformarsi nuovamente in una discarica a cielo aperto , come prima del 22 luglio 2019.

Rimane una speranza disattesa ancora una volta dalla politica che sembra solo pronta a fare passerella senza concludere mai niente di buono nell’interesse, reale e concreto, dei cittadini.

Oggi non possiamo non ricordare le promesse dei politici presenti all’inaugurazione del 22 luglio 2020. Si parlo’, nell’occasione , di un rilancio del calcio rionale casertano con tanto di vivaio giovanile capace di poter ospitare tutti i giovani residenti e non per dare loro l’opportunita’ di praticare sport nel tempo libero.

Rimane la foto che alleghiamo al presente articolo di un gruppo di ragazzi che , in questi pomeriggi di liberta’ dalle restrizioni del Covid19,   continuano ad irrompere nei due campi per giocare a calcio:  il tutto avviene ” abusivamente” e , d’altronde non potrebbe essere diversamente.