di GIOVANNA PAOLINO
Clp – Sviluppo Industriale ex Acms , azienda concessionaria del Tpl in Campania e , dunque, in provincia di Caserta: nei giorni scorsi la notizia della nomina dei due nuovi Amministratori Straordinari, ovvero Paola Maddalena , Commercialista di Napoli, e Marcello Martinez, Docente Universitario alla Seconda Universita’ degli Studi di Napoli, con esperienze notevoli nel campo del business plan dei trasporti.
Oggi un nuovo colpo di scena : Domenico Esposito, figlio di Carlo, fondatore della Clp spa , sarebbe stato licenziato.
Nel 2012, lo stesso anno in cui Acms viene dichiarata fallita, la Guardia di Finanza di Modena esegue un
sequestro patrimoniale ai danni di Domenico Esposito, proprietario delle Autolinee Ferrari. Secondo la ProcuraAntimafia di Firenze, titolare delle indagini dal 2009, gli Esposito erano prestanome del clan camorrista dei Terracciano, egemone nella centralissima zona dei Quartieri Spagnoli a Napoli. Nelle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura, gli investigatori sentono Carlo e Domenico Esposito parlare di barche e yacht («Io ne
volevo piglià una ‘cchiù grossa», dice Carlo al figlio riferendosi a una barca comprata da poco); i magistrati toscani citano questa telefonata come «ottimo esempio dell’uso spregiudicato delle società e del fine per cui vengono costituite. Carlo Esposito, infatti, avrebbe spiegato a Giacomo Terracciano (capoclan dell’omonima famiglia) che mancavano i soldi per acquistare quelle barche tanto desiderate. Il boss, di rimando, avrebbe tranquillizzato il suo interlocutore, precisando che le liquidità sarebbero arrivate in modo “pulito” tramite la società Housecompany, sequestrata il 30 aprile 2012 dalle Fiamme Gialle.
Da queste indagini emergono chiaramente i rapporti di forte vicinanza tra la famiglia Terracciano e la famiglia Esposito, ben prima che la Regione Campania disponesse la gestione del trasporto pubblico su gomma a Caserta e provincia a favore della Clp.
I rapporti erano noti sia in sede giudiziaria che in ottica giornalistica; e in pochi potranno negare la matrice camorristica della famiglia Terracciano.
Alla luce di quanto sopra, cosa significa, dunque, il licenziamento di Domenico Esposito ?
Secondo alcuni potrebbe essere la manifestazione della specifica volonta’ dei commissari Maddalena – Martinez di rinnovare completamente l’azienda nei suoi aspetti piu’ controversi.
Secondo altri, invece, questo licenziamento sarebbe solo un modo di fare decadere l’interdittiva ostativa attraverso l’allontanamento dall’azienda dei membri della famiglia Esposito che, tuttavia, attraverso il rinvio della sentenza, continuerebbe a gestire la Clp Sviluppo Industriale, e , dunque, il Trasporto Pubblico Locale.
Al di la’ di tutto , rimane ancora senza risposta la seguente domanda : come è stato possibile che un’azienda colpita da interdittiva antimafia abbia potuto continuare a gestire, pressoché indisturbata, il servizio di trasporto pubblico in una provincia italiana dal luglio 2013 a tutt’oggi ?