GENOVA – È crollato all’improvviso, verso mezzogiorno del 14 agosto: orario di punta. A sbriciolarsi 200 metri del ponte Morandi, che corre sulla A10 a Genova, nella zona di Sampierdarena, causando decine di morti . Sono almeno ventidue le vittime accertate, ha riferito il viceministro alle infrastrutture e ai trasporti, Edoardo Rixi: tra loro anche un bambino. La protezione civile parla di circa 20 morti e 13 feriti, specificando che tra le 30 e le 35 vetture, oltre a tre mezzi pesanti, sono rimasti coinvolti nel crollo. Secondo i vigili del fuoco, sotto le macerie ci sono una ventina di mezzi e si segnalano fughe di gas: “Qui c’è l’inferno“, dicono i soccorritori. Tutti i mezzi di soccorso disponibili sono sul posto e anche le squadre cinofile e Usar, gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane, sono state attivate dai vigili per intervenire. Per ora si parla di quattro persone estratte vive dalle macerie.
I soccorritori hanno trovato diversi mezzi schiacciati sotto le macerie con persone morte all’interno. I mezzi coinvolti sarebbero decine. Diverse auto sono incastrate e schiacciate tra le macerie del ponte mentre alcuni mezzi pesanti sono finiti nel torrente Polvecera.
Due dei feriti gravi per il crollo del ponte sono stati travolti nelle loro abitazioni schiacciate dalla struttura. Lo riferiscono fonti mediche dall’ospedale San Martino. Dei due non si conoscono le generalità. Si tratta di una donna di circa 75 anni intossicata dai fumi a seguito di un incendio che ha interessato la sua abitazione dopo il crollo del ponte. Un uomo sui 30 anni ha un importante trauma toracico e un grave trauma cranico. Un terzo ferito, un uomo di 46 anni della Repubblica Ceca, è in codice giallo.