Deviazione processione ed inchino ad esponente di camorra. Ventre e Desiderio:convocazione ad horas del consiglio comunale

Rabbrividiamo-affermano Ventre e Desiderio-nel pensare che il tragitto della processione avrebbe subito una deviazione per portare la Vergine delle Grazie sotto casa di un boss”

Caserta. Non trova ancora risposte la spinosa vicenda,  emersa nei giorni scorsi in base alle indagini della Dia, che hanno portato all’arresto di 7 esponenti di spicco del clan Belforte la cui influenza e la cui forza nella frazione di Santa Barbara sarebbe stata dimostrata dalla deviazione della processione religiosa della SS Vergine delle Grazie , nel luglio 2017, fin sotto la casa del boss.

Addirittura,  si e’ ha parlato dell’ “ inchino” fatto dal delegato del Sindaco alla processione, Assessore Alessandro Pontillo, nel passare  sotto  la casa della “famiglia egemone”.

Nella giornata di ieri, 4 giugno 2020, il Sindaco di Caserta Carlo Marino ha diramato una nota stampa nella quale  ha escluso, insieme con l’Assessore Pontillo, ogni legame dell’amministrazione comunale con la famiglia di cui sopra.

Ma , a quanto pare, la questione e’ diventata strettamente politica al punto che oggi, 5 giugno 2020, i Consiglieri Comunali Riccardo Ventre, Capogruppo di Primavera Casertana, e Roberto Desiderio, Capogruppo di Forza Italia, hanno chiesto la convocazione ad horas del Consiglio Comunale attraverso un documento scritto indirizzato al Presidente dell’Assise cittadina,  Michele De Florio,ai Consiglieri Comunali, al Sindaco Carlo Marino,  nel quale e’ rivolto  l’invito ai  colleghi Consiglieri a sottoscrivere l’atto  per averne condiviso il contenuto e l’obbiettivo.

E’ di questi giorni una pessima notizia- spiegano Ventre e Desiderio- forse nemmeno presa in considerazione dalla stampa nella giusta misura: durante una processione tenutasi a Caserta, nella stagione estiva del 2017, a ridosso delle frazioni Santa Barbara, Tuoro e zona Petrarelle, alla quale avrebbe partecipato il Sindaco o suo Delegato, si sarebbe celebrato “Il RITO DELL’INCHINO“, ad un esponente della camorra”.

“Siamo allibiti- continuano- solo ad immaginare che una cosa del genere corrisponda al vero, “il tragitto della processione avrebbe subito una deviazione per portare la Vergine delle Grazie sotto casa di un boss”, da rabbrividire.
Nella nostra città, specie nel periodo estivo, molte sono le occasioni di processioni religiose, che rappresentano da sempre momenti ed opportunità per celebrare le origini della ns. terra e che sono la tradizione storica e culturale”.

“Ma al di là di come siano andate le cose, riteniamo necessario che il Sindaco spieghi, doverosamente, alla cittadinanza cosa sia accaduto il 27 luglio 2017 e perché la fascia tricolore, espressione delle istituzioni e della Città, sia stata indossata in quell’occasione, avallando l’accaduto.

La Città di Caserta non ha niente a che vedere con la camorra o con la malavita.

Data l’importanza della questione, sollecitiamo il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale al fine di discutere di questa vicenda in un Consiglio Comunale, anche aperto a tutta la cittadinanza, perché è urgente spiegare ai casertani che non c’è alcun legame di sorta con la malavita e che, se sono vere le circostanze narrate dalla stampa locale, il tutto è avvenuto casualmente (il che appare molto strano dal momento che lo stesso comune e la stessa Amministrazione successivamente hanno provveduto ad adottare nei confronti dell’edificio di cui trattasi i provvedimenti destinati ai beni appartenenti a camorristi.

Tanto premesso, rivolgiamo l’invito ai ns colleghi Consiglieri Comunali a sottoscrivere questo semplice scritto per averne condiviso il contenuto e l’obbiettivo.

L’emergenza covid non può far rinviare e lasciare nel silenzio quanto accaduto, è necessario avere un confronto e deve essere chiarita la faccenda, al più presto”.
5 giugno 2020 ​​​Avv. Roberto Desiderio Capogruppo F.I.
​​​​​Prof. avv. Riccardo Ventre Capogruppo Primavera Casertana
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