di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. E’ cominciata , ormai , la guerra elettorale per le politiche del 4 marzo 2018. Gli uni contro gli altri , i candidati dei vari partiti anelano ad un posto al sole che sia a Palazzo Montecitorio o a Palazzo Madama.
Da molti giorni , i mass media pubblicano notizie circa le probabili candidature , che poi , puntualmente, vengono smentite o rettificate.
Le liste , quelle complete, si conosceranno tra il 29 ed il 31 gennaio 2018.
Tuttavia , in questo tam tam mediatico, dove le ” indiscrezioni elettorali e le relative smentite ” sono pane fresco per inutili comunicatori di gossip , e’ possibile avere un ‘idea chiara di quanto sta accadendo in provincia di Caserta.
Si percepisce , in modo evidente, una difficolta’ nella formazione delle liste e questo per varie ragioni : sono tantissimi i pretendenti al trono , ma come la storia insegna i posti privilegiati spettano sempre a pochi, e non e’ detto che siano quelli meritevoli.
Questo sistema elettorale non lascia spazio alla liberta’ del diritto di voto ne’ alla liberta’ dei cittadini di candidarsi : e’ tutto stabilito , tutto programmato dai partiti, tutto pianificato in funzione di interessi che con la politica del territorio proprio non c’entrano. I listini bloccati sono l’espressione inequivocabile di una democrazia camuffata.
Le nostre parole sono confermate dai fatti : i tavoli elettorali, sia del centro destra che del centro sinistra , organizzati in questi giorni non hanno sortito gli effetti sperati. Saltano tutti poiche’ non si riesce a trovare una quadra : in realta’sono saltati gli equilibri politici.
Le parti politiche non riescono a trovare accordi . Le coalizioni, quelle delle grandi intese, sono un ricordo lontano dinanzi ad una legge elettorale che potrebbe essere considerata la camera ardente della democrazia.
Tutti parlano di rappresentanti al Parlamento che siano in grado di esprimere gli interessi del territorio : ma a tutt’oggi non esiste alcun accordo sulle liste che sia in grado di esprimere gli interessi del territorio.
Perche’ tutto questo ?
Senza volere sembrare riduttivi, e’chiaro che il gioco delle candidature casertane viene determinato da Roma in base alle primarie esigenze di conti da saldare anche con la vicina realta’ politica di Napoli.
C’e’ un legame fra i vari candidati casertani : il bussare , quotidianamente, alle porte romane , di qualsiasi connotazione , per ottenere uno straccio di candidatura .
Ad oggi , proprio per tali ragioni, la ” terra casertana ” ha perso : il centro destra e’ spaccato come lo e’ il centrosinistra.
Lo psicodramma sta tutto nella questione della candidature che i partiti stanno mettendo a punto con il difficile intreccio tra i candidati di punta da proprorre al duello nel “maggioritario” e i listini del “proporzionale” per salvare le poltrone ai big candidati nei collegi roccaforte .
Senza dimenticare le frizioni che si agitano nelle varie compagini dove, in attesa del responso delle urne che possa chiarire i rapporti di forza, i leader si danno di gomito per occupare (virtualmente) già i posti di un futuro Governo. Tutti vogliono far il premier, ma anche il ministero dell’Interno: questioni di lana caprina ancor più a 40 giorni dalla tornata elettorale ma che danno una chiave di lettura chiara su cosa siano davvero queste elezioni politiche 2018.
Ma cio’ che emerge in modo chiaro e’ la debolezza intrinseca della politica casertana : vassalla di Roma e di Napoli , senza speranza di riscatto e senza alcuna strutturazione programmatica.
In questo deserto , dove l’attivita’ principale e’ la corsa al miraggio della poltrona, vincono i movimenti populisti , come il Movimento 5 Stelle e Noi con Salvini, che , attraverso una efficace comunicazione, riescono a mettere le dita nelle piaghe di una terra maltrattata. Magari , questi due movimenti non riusciranno a risolvere alcun problema , come gli altri, ma in ogni caso , bisogna riconoscere, sono compatti e , soprattutto, dicono alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire.
La gente della nostra terra ha problemi gravi e seri di sopravvivenza quotidiana : disoccupazione e crisi economica hanno piegato un popolo laborioso che attribuisce alla politica , quella delle poltrone, la causa dei suoi mali.
Senza parlare di una politica di immigrazione indiscriminata e speculatoria, che va ad aumentare con gli stranieri le masse di disperati .
Chi vincera’ a queste politiche 2018 per il territorio casertano ? Potremmo rispondere ” Vinca il Migliore ” .
Ma non sara’ cosi : vincera’ chi obbedira’ ai dettami di Roma e di Napoli semplicemente per ambizione ed ansia di successo. In ogni caso non vincera’ la sovranita’ popolare, come , invece, stabilisce la Costituzione.
In ogni caso, qualunque cosa accada, Caserta ha gia’ perso.