Festival del Fundraising 2026: al via a Riccione la 19ª edizione.

È partita oggi al Palacongressi di Riccione la 19ª edizione del Festival del Fundraising.

È partita oggi al Palacongressi di Riccione la 19ª edizione del Festival del Fundraising, il più grande evento europeo dedicato alla raccolta fondi e alla sostenibilità del Terzo Settore. Migliaia di professionisti, volontari, dirigenti nonprofit, aziende e fondazioni si ritroveranno fino al 5 giugno per tre giornate di formazione, networking e confronto sui principali temi che stanno trasformando il settore.

Al Mattino

Alle 11.30 il taglio del nastro ufficiale con Stefano Malfatti e l’assessore al Turismo del Comune di Riccione Mattia Guidi, prima di affidare l’apertura ad Alan Clayton, autore di Great Fundraising Organizations e tra le voci più autorevoli a livello internazionale sul tema dello sviluppo organizzativo nel nonprofit. Nel suo intervento, Clayton ha invitato le organizzazioni a ripensare il rapporto tra attività operative e raccolta fondi. Le organizzazioni che crescono di più, ha spiegato, sono quelle che riescono a essere “two businesses, one mission”: due funzioni diverse, entrambe essenziali, unite dallo stesso scopo. Al centro della sua riflessione anche il ruolo della leadership e della visione strategica. Le organizzazioni migliori, secondo Clayton, sono quelle capaci di allineare persone, energie e decisioni attorno a una direzione chiara. Perché, come ha ricordato dal palco, “Purpose is boss”.

Nel pomeriggio: AI, grandi donatori e nuove generazioni.

Dalla teoria alla pratica: il pomeriggio ha messo in fila sessioni su alcuni dei temi più attuali per il nonprofit. Tammy Zonker ha lavorato su come trasformare una richiesta di donazione in una relazione capace di generare grandi doni. Darian Rodriguez Heyman ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni nonprofit, analizzando opportunità e rischi di uno strumento sempre più presente nel lavoro quotidiano. Tra i workshop in parallelo: fidelizzazione dei donatori con Rachel Muir, social media e fundraising con Julia Campbell e coinvolgimento della Gen Z con Bill Stanczykiewicz.

In chiusura, Bebe Vio

Alle 17.45 è salita sul palco Bebe Vio, campionessa paralimpica e fondatrice di art4sport, per la plenaria conclusiva della prima giornata del Festival. In conversazione con Valerio Melandri, ha raccontato la storia di art4sport e della Bebe Vio Academy, dove ogni anno cinquanta bambini, metà con disabilità fisica e metà normodotati, si allenano insieme in sette discipline paralimpiche. Un modello che ha spiegato non come intervento sociale, ma come strumento culturale: i bambini non imparano la disabilità dai libri, ma giocando insieme. Sul tema dell’autenticità nella comunicazione Bebe Vio è stata diretta: la sua scelta è quella di mostrare la realtà senza filtri né esagerazioni, perché è da lì che nasce una relazione vera. Lo stesso vale per i donatori e i partner: non si tratta di convincere, ma di raccontare una storia autentica e lasciare che chi la condivide scelga di farne parte. Sul palco ha anche ricordato un episodio d’infanzia, una madre che disse al figlio “non guardare” vedendola per strada, come punto d’origine di tutta la missione: far conoscere la disabilità ai bambini, perché non si ha paura di ciò che si conosce. E il coraggio, sì, può essere allenato. Il Festival del Fundraising proseguirà fino al 5 giugno con oltre 100 sessioni formative, workshop ed eventi dedicati a chi ogni giorno lavora per sostenere e far crescere il Terzo Settore.

Il programma completo è disponibile su www.festivaldelfundraising.it.