A Caserta , in questi giorni, in un clima avvelenato anche da alcuni mass media , si sta diffondendo sempre piu’ la notizia secondo cui le amministrative 2016 potrebbero anche non svolgersi dal momento che il Prefetto De Felice potrebbe nominare per il nostro Comune una Commissione d’Accesso agli Atti amministrativi del Comune di Caserta ai sensi dell’art.143 del d.lgs. 267/2000 che stabilisce: “Fuori dei casi previsti dall’articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell’articolo 59, comma 7, emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia e di componente delle rispettive giunte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti, nonché di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte”. Per quanto riguarda la città di Caserta, ovviamente, il tutto è ancora da verificare ma il dibattito in città è acceso. Innanzi tutto, vi sono coloro i quali ritengono che ,allo stato, la commissione di accesso non puo’ essere nominata per la città capoluogo perchè in realtà il consiglio comunale è stato già sciolto. Secondo altri, questa tesi non è accettabile poichè , si ritiene, il Prefetto potrebbe nominare una Commissione d’Accesso con efficacia retroattiva, sul modello di quanto è avvenuto qualche anno fa al COmune di Castelvolturno. Tuttavia, sembra che a Caserta siano molti i politici a volere la Commissione d’Accesso. Innanzi tutto perchè questo provvedimento eliminerebbe dalla tenzone politica ,quasi de Jure , gli esponenti delle precedenti amministrazioni comunali. Una sorta di epurazione naturale, o se vogliamo di rigenerazione che permetterebbe a nuovi movimenti e a nuovi personaggio politici di arrivare ad amministrare il nostro territorio. Si pensi al Movimento 5Stelle o alla Rete di Associazioni Civili di De Falco e Guerriero oppure ancora al giovane Gianpiero Zinzi, attualmente condizionato da intramontabili personaggi politici come Gianni Mancino, aspirante alla carica di Sindaco di Caserta. Si pensi alla querelle all’interno del Pd. Insomma, questa Commissione d’accesso consentirebbe la discesa di campo di nuove forze sociali. A non volere la Commissione di Accesso i potenti della vecchia amministrazione che pensano ancora di incidere sulla città. Se a Caserta diventasse operativa la Commissione di Accesso le elezioni si svolgerebbero fra due anni e questo consentirebbe di delineare piu’precisi scenari politici che oggi sembrano vaghi ed incerti. Va detto , pero’, che un simile intervento rallenterebbe lo svolgimento di opere pubbliche e di bonifica del territorio di cui Caserta ha urgente bisogno. A questo vanno aggiunte le parole di Raffaele Cantone Presidente Anac:”la riforma del 2009, che ha modificato lo scioglimento degli enti per infiltrazioni mafiose ha indebolito moltissimo, l’Istituto; i comuni che vengono sciolti sono molto meno e in gran parte di quei casi, il TAR sta annullando tutti gli scioglimenti nonché con riferimento all’incandidabilità degli amministratori coinvolti che prevede un iter talmente complesso da far risultare tale misura più un’operazione di facciata che reale”. Ma potrebbe esservi ancora una terza tesi: la notizia della Commissione d’Accesso sarebbe stata fatta girare ad arte per depistare i vari candidati e consentire ai diretti interessati di preparare agguerrite liste elettorali.Stiamo a Caserta.Così è se vi pare.