Ieri sera, su Rai 1 è andato in onda in prima visione televisiva “Franco Battiato – Il lungo viaggio”, il film biografico dedicato al grande cantautore siciliano, proposto al pubblico dopo l’uscita nelle sale cinematografiche italiane nei primi giorni di febbraio 2026.
Diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta, il film racconta la vita di Franco Battiato, artista fra i più innovativi e amati della scena musicale italiana. Dal suo viaggio dalle radici siciliane fino alla vivace Milano, passando per gli anni di sperimentazione radicale, le svolte artistiche e l’incontro con figure fondamentali della sua carriera, il racconto segue la traiettoria di un talento impossibile da incasellare in un solo genere.
A interpretare il ruolo del cantautore è Dario Aita, la cui performance ha colpito critici e spettatori per intensità e somiglianza, cogliendo non solo le movenze ma anche l’essenza emotiva di Battiato. Aita è riuscito a restituire con naturalezza la complessità interiore del protagonista, evitando una semplice imitazione e offrendo invece una rappresentazione rispettosa e viva del suo protagonista.
La forza del film risiede nella sua capacità di restituire non solo le tappe artistiche – dagli album sperimentali alla popolarità più ampia –, ma anche il percorso umano e spirituale che ha caratterizzato l’esistenza di Battiato. Pur con recensioni critiche miste su alcuni aspetti della sceneggiatura, la produzione è stata apprezzata per il montaggio, la scelta delle location e il modo in cui è stato tracciato il “lungo viaggio” di un artista in continuo divenire.
A fianco di Aita, nel cast spiccano Elena Radonicich nei panni di Fleur Jaeggy e Simona Malato nei panni della madre Grazia, figure chiave nel racconto dell’intimo rapporto tra vita personale e creatività artistica.
E come ogni viaggio che conta davvero, anche questo racconto si chiude senza una vera fine. Perché Battiato non è mai stato un artista da spiegare o da archiviare, ma da attraversare. Il film lascia allo spettatore la sensazione di aver solo sfiorato un pensiero più grande, una tensione continua verso l’essenziale, verso quel punto fermo che non è mai immobile. È lo stesso richiamo che i suoi fan riconoscono subito, come un filo sottile ma indistruttibile, lo stesso che attraversa versi e silenzi, musica e ricerca interiore. In fondo, Centro di gravità permanente non è solo una canzone: è una dichiarazione di poetica, un modo di stare al mondo. E questo film, con pudore e rispetto, sembra suggerirci proprio questo: il lungo viaggio continua, ogni volta che qualcuno si mette in ascolto.
La messa in onda su Rai 1 rappresenta l’occasione per riscoprire un protagonista indiscusso della cultura musicale italiana, la cui eredità continua ad affascinare generazioni di ascoltatori. E per chi volesse approfondire o rivedere l’opera, “Franco Battiato – Il lungo viaggio” resta accessibile sulla piattaforma streaming Rai Play.