Incendio al Macrico, è il quinto rogo in un solo anno

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

Incendio, si pensa di natura di natura dolosa all’ex Macrico di Caserta durante la domenica delle palme, gli ex depositi militari ormai in rovina e dismessi che si trovano nel centro della città di Caserta.

Dopo le ore 18.00 scatta l’allarme da piazza IV novembre, arrivano sul luogo i pompieri in pochi istanti, ma per un quarto d’ora restano bloccati davanti al cancello d’ingresso. Quando l’addetto dell’Istituto Diocesano che possiede le chiavi del parco arriva sul posto è tardi: i pompieri hanno già messo mano alle tenaglie per aprirsi la strada verso l’interno. Il vento forte contribuiva ad alimentare i fuoco. Ad aiutare i vigili del fuoco di Caserta, arriva un’autobotte del distaccamento di Marcianise. Venti i caschi rossi al lavoro, dalla croce rossa sul posto ci sono anche gli agenti della polizia Municipale e i Carabinieri. Dopo un lungo lavoro senza sosta per ore, contro il vento e la notte che calava i pompieri sono riusciti ad arginare i confini dell’incendio per evitare l’ulteriore propagazione.

Cinque volte in dodici mesi, un record, se come si dice tre indizi fanno una prova….. proprio in questi giorni si discute del progetto di realizzare il Parco dell’Aerospazio da più parti si accendono i riflettori sul futuro dell’area. Dalla primavera dell’anno 2015, ci sono stati più incendi. Nel primo incendio neanche  i pompieri riuscirono ad entrare nel parco: a sbarrare il loro cammino è stata la folta vegetazione incolta, figlia di un atavico stato di abbandono. Da quel momento, prima il commissario prefettizio, poi il Sindaco, hanno emesso diverse ordinanze con le quali si impone all’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero, proprietario dell’area, di provvedere alla pulizia costante e al controllo dell’area, di provvedere alla pulizia costante ed al controllo della zona. Ma lo stesso sindaco Marino, ammette che non è bastato, perché, specifica, “se sarà confermata l’origine  dell’incendio, è chiaro che non c’è ordinanza che tenga. “Tuttavia aggiunge, ci sarà un nostro sopralluogo per capire che tipo di ordinanza emettere ancora, ma a questo punto è necessario avviare con l’IDSC un percorso per la reale sicurezza ,di quell’area, accanto a una bonifica più incisiva”, in attesa del rapporto ufficiale dei vigili del fuoco, il Sindaco chiarisce che in ogni caso ” il tema da affrontare è quello del controllo, visto che l’ex Macrico si trova in centro città. Per questo anche con le forze dell’ordine devono fare le giuste valutazioni”.

Sull’origine dolosa del rogo sembrano comunque esservi pochi dubbi. L’ipotesi di piromani isolati sembra remota. Più probabile che dietro ci sia una regia comune. L’impiego di una vigilanza  privata per controllare l’area fa sicuramente gola: si tratta di 330mila metri quadrati ai quali si accede attraverso cinque varchi, tutti facilmente valicabili come il muro di cinta sovrastato a tratti dal filo spinato ma sembra azzardato pensare che qualcuno consideri il boccone ghiotto da fare ricorso a roghi sistemici per esercitare pressioni in questo senso, sta di fatto che la gestione di questa area verde sta diventando problematica e paga la scelleratezza di una gestione passata inadeguata.