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INCONTRO A S. MARIA CAPUA VETERE ‘NON C’E’ GIUSTIZIA SENZA VITA’

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

S. MARIA CAPUA VETERE – incontro a S. Maria Capua Vetere, sulla pena di morte, con un’esibizione di quadri da parte del liceo artistico di Marcianise. Presenti all’incontro il presidente dell’Universita Vanvitelli, nonché il Presidente Grillo dell’ordine degli avv. di S. Maria C.V.

Apre il dibattito, con i saluti di rito il sindaco di S. Maria Capua Vetere Mirra, il quale ricorda l’esibizione che si terrà in data 2 dicembre da parte dei detenuti, ringraziando e salutando gli ospiti presenti.

Interviene successivamente procuratore della Repubblica di S. Maria Capua Vetere, Maria G. Casella, la quale rimarca come la pena di morte non sia presente in Italia, ma è presente in Cina con numeri molto alti, ma che non vengono divulgati, a causa del segreto di Stato che viene opposto. Il rispetto per la vita deve esserci a prescindere dalla religione. Andando a ritroso nella nostra storia italiana, il Gran ducato di Toscana è stato il I a rifiutare la pena di morte, la quale non può essere utilizzata come mezzo repressivo.

Internviene il presidente della Camera penale di S. Maria C.V., R. Vignola il quale ricorda come la pena capitale, era un tema sentito in già in altra epoca, dall’esecuzione di Gesù Cristo, il quale fu condannato, secondo le fonti che ci vengono tramandate per aver offeso lo Stato Romano.

Attualmente la pena capitale è presente in 51 legislature, secondo i rilievi di AMNESTY INTERNATIONAL, in paesi quali l’Iran, la Corea del Nord, il Pakistan, la Cina, nazione in cui si prelevano gli organi degli esseri umani senza consenso dopo la loro morte.

Molto toccante anche la testimonianza di Joacquin Maritnez, condannato a morte ma scampato all’esecuzione capitale, accusato ingiustamente dall’ex moglie per l’omicidio di una coppia di giovani, processato ingiustamente, lui che era tra l’altro favorevole alla pena di morte.

Dalle risultanze non risultava lui, l’omicida, dopo un processo lungo nel quale per la sua assoluzione è stato costretto a spendere una cifra intorno al milione di euro.

In America secondo la testimonianza dello spagnolo se si è colpevoli, il governo condanna il processo va avanti anche se ci sono degli errori (eventuali) e da dimostrare con la condanna a morte.” Nella cella nel quale ero rinchiuso venne il procuratore generale, dicendogli che c’era una sorpresa per me, erano mia moglie e le mie figlie. Quando fui arrestato fui portato via di forza dalla polizia dinanzi agli occhi delle mie piccole che piangevano, in particolare la più piccola di quattro anni. Sono entrato nel braccio della morte nel 1997, ho avuto l’incoraggiamento degli altri condannati a morte in particolare un altro Frank Lee, che è stato condannato ingiustamente per aver violentato una bambina di nove anni e che dopo la sua morte, grazie al suo avvocato che con l’esame del DNA più volte rifiutato dal PM, venne disposto ed emerse che l’aguzzino della bambina non era lui, ed è per lui che io vado in giro e porto la sua testimonianza d’ingiustizia.

La pena di morte è sbagliata, può essere che si provino sentimenti sbagliati nei confronti di alcune persone quali ad esempio, gli attentatori, che uccidono persone innocenti. Racconto anche il dramma che mi ha colpito quando ho perso mio padre coplito da un diciassettenne, nel mentre mi accingevo ad andare a vedere la partita Valencia – Real Madrid, colpito da un ragazzino alla tessta cadde a terra e battè la testa. Lo abbiamo portato successivamente in Ospedale ma è deceduto, il dolore che provo dentro di me è forte ma ho deciso di perdonare perchè anche se lo vedessi condannato 100 volte, ciò non lenirebbe il dolore che provo”.

 

 

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