Israele: tra festeggiamenti e sanzioni UE

Negli ultimi giorni si è continuato ad assistere alla solita solfa dei riprovevoli comportamenti sionisti: da un lato i rappresentanti del governo sionista di Bibi si sono lamentati delle (mai sufficienti) sanzioni che l’UE ha approvato a danno di alcuni invasori-coloni e dall’altro i festeggiamenti di Ben Gvir* per la reintroduzione della pena capitale, ma solo per i palestinesi.

Nel frattempo però anche l’ONU si è fatta sentire e ha giudicato come una violazione dei diritti umani il progetto di legge, approvato ieri alla Knesset, con cui si crea una doppia giurisdizione, e di conseguenza un Tribunale, valida esclusivamente per coloro che sono accusati di essere coinvolti direttamente o meno negli attentati del sette Ottobre.

Al momento sono circa 300 i palestinesi accusati e si teme che le loro confessioni possano essere state estorte con le violenze e la tortura, pratiche ben conosciute da Israele.

Le problematiche che si presentano a riguardo però sono varie: innanzitutto creare una giurisdizione a parte, valida solo per una categoria di persone, è una aperta violazione del diritto se non proprio una vera e propria persecuzione e poi la retroattività della normativa in oggetto. Si sa che le norme penali non possono essere retroattive.

L’obiettivo della nuova normativa non è solo quello di rendere giustizia alle vittime del 7 ottobre ma, paragonando i terroristi di Hamas a Hitler ed i processi a quello di Eichmann, giustificare tutto ciò che ne è derivato successivamente.

 

Ricordiamo ai lettori che Ben Gvir è sempre lo stesso agitatore politico che nel ’95, intervistato da una tv israeliana, agitava festoso lo stemma a tre punte della Mercedes di Rabin, temporaneamente scampato ad un attentato, e dichiarò che presto sarebbero riusciti a colpirlo. Precursore e testa calda.