La chiamata alle armi di Caserta Kest’è: lunedì 19 ottobre Gran Caffè Margherita

” Caserta dove vuole andare? Su questa domanda verte il nostro punto. Solo se scende in campo chi ama davvero Caserta si possono ottenere dei risultati positivi per la città. Purtroppo nel panorama politico si aggirano ancora mele marce con armadi pieni di scheletri. In questo modo, è comprensibile, che non si faccia niente per cambiare l’attuale stato di cose”. Queste le parole di Annarita Della Peruta , portavoce di Ciro Guerriero, Presidente dell’Associazione ” Caserta Kest’è” , che ha fissato per lunedì 19 ottobre alle ore 21.00, presso il Gran Caffè Margherita di Caserta, un incontro-dibattito con la cittadinanza avente ad oggetto il seguente tema: Cosa vogliamo per Caserta. ” In vista delle amministrative 2016- continua Annarita Della Peruta- la politica casertana deve essere rivisitata con persone che conoscono il territorio per comprenderne le dinamiche e le problematiche. Attulamente la città è il termometro di quello che è accaduto”. Una vera e propria ” chiamata alle armi ” quella di Caserta Kestè per il 19 ottobre sulla base di una situazione politica e amministrativa “dissestata”. ” La verità- continua Annarita Della Peruta – è che noi non ci sentiamo rappresentati da nessuno . Sia il centro di Caserta che le città sono completamente abbandonate”. L’associazione ” Caserta Kest’è” , presieduta da Ciro Guerriero, conta oltre 4mila iscritti regolarmente registrati . A queste persone si uniscono i simpatizzanti che seguono l’associazione sui social-network. In questo momento- spiega Annarita- noi ci sentiamo portatori di interessi diffusi “. E mentre la campagna elettorale si avvia ad uno svolgimento ” bellico ” con una guerra ,che si preannuncia senza precedenti, fra i ” vecchi politici” sia sul piano personale che sul piano professionale, Caserta Kest’è scende in campo a nome dei cittadini. ” Aspettiamo tutti con risposte concrete piu’ che con proposte- dice Annarita Della Peruta- e tutti possono partecipare portando a loro volta amici e amiche”. E conclude : ” A questo punto non bisogna rimandare. A Caserta c’è da fare”.