FINE DI UN AMORE
Di Sebastiano Devastato( 18 aprile 2010)
La calma sopraggiunta all’improvviso,
quando già consumata è la partenza,
per altri luoghi dell’amabil viso,
di cui credea di non poter star senza.
Troppo era quello che io le chiedea,
di fare da compagna al viver mio,
nell’era che volge alla quiescenza,
ma in cui, di certo, quieto non son io.
Non più il tuo nome, il volto, la fotografia,
erasi dal mio desktop prediletto,
in preda del desio e del rigetto alla follia,
cercai pur di strapparla dal mio petto.
Mi sembra d’esser riuscito nell’intento,
di cancellarla da per ogni dove,
ma di codesto poi non son contento,
ho freddo dentro, e nel mio cuore piove.
Il pianto poi verrà a sciogliere il mio groppo,
che sembra che dall’aria mi separi,
apro la bocca , annaspo nel galoppo,
del cuore mio che batte senza pari.
Fatto l’addio, recesso da ogni speme,
mi guardo nello specchio subitamente,
di coglier la tristezza assai mi preme
e forse sradicarla dalla mente.
Ma di sognare più non sono in condizione,
medito fino in fondo, valuto, dirimo.
son calmo, cerco di farmi tosto una ragione,
ma di tristezza la mente già mi opprimo.
L’ultimo degli inganni è consumato,
non tanto per il detto tuo furbesco,
quanto per il mio cuore esulcerato,
spero di uscirne…ma ancora non riesco!