Aversa – Le nuove generazioni stanno restituendo alla poesia una funzione viva, sottraendola alla dimensione appartata per ricollocarla nel cuore del presente. Non più esercizio isolato, ma forma espressiva capace di attraversare formazione, coscienza civile e quotidianità. In questa prospettiva si inserisce I Poeti di Ponte Vecchio – Edizione 2025, collana nazionale di Dantebus Edizioni che ogni anno individua alcune tra le voci emergenti della scrittura contemporanea italiana.
Tra gli autori selezionati compare Mattia Maria Menale, diciannovenne campano, nato a Napoli e formatosi ad Aversa. Il suo percorso prende forma all’interno di un tessuto educativo e culturale fertile, in cui la scrittura si sviluppa come pratica consapevole e condivisa. In particolare, la formazione presso il liceo scientifico “Giancarlo Siani” di Aversa ha rappresentato un passaggio significativo nella costruzione di uno sguardo attento al valore pubblico della parola partecipando alla presentazione del volume “Essere Giornalisti” del professore e autore Ettore Cantile.
Nei testi inclusi nel volume, la scrittura poetica si distingue per misura e densità evocativa: privilegia l’immagine all’enunciazione, l’allusione alla dichiarazione. Il paesaggio, urbano e naturale, diventa spazio interrogante, luogo in cui l’identità si riflette e si trasforma. Memoria e mutamento si intrecciano in una lingua che osserva il reale con sobrietà, evitando ogni compiacimento autobiografico.
Parallelamente, il percorso prosegue negli studi in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, contribuendo a consolidare una sensibilità rivolta alla dimensione umana e relazionale. Le esperienze maturate in ambito associativo e culturale — tra cui le attività di Wake Up Uagliù, l’impegno con ContrastoTV e le collaborazioni con UNICEF e FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano — delineano un orizzonte in cui pratica artistica e responsabilità civile dialogano in modo coerente.
La pubblicazione nella collana nazionale segna così un primo approdo editoriale che supera la dimensione individuale, restituendo l’immagine di una vivace trama culturale tra Napoli e l’Agro aversano, capace ancora di generare nuove voci e rinnovati sguardi sul presente.