L’assalto ai fondi PNRR ha scatenato una vivace fibrillazione in ambito politico e conseguentemente istituzionale, dalla Regione a seguire nei consessi Ente idrico e consigli comunali. Napoli è l’unica città dove l’azienda che gestiva il servizio è stata convertita da Arin Spa ad Abc Azienda speciale di diritto pubblico senza scopo di lucro, esempio in Italia e in Europa, e il cui Piano d’Ambito è stato approvato dal Comitato esecutivo guidato dal Presidente Luca Mascolo recentemente. Sul percorso di affidamento in accelerazione dopo annosi ritardi del Distretto Napoli Nord abbiamo chiesto un aggiornamento al sindaco di Caivano Enzo Falco che ha dichiarato:”Anche il Consiglio di Distretto Napoli Nord riguardo la forma di gestione ha ottenuto ad ottobre 2022 la ratifica da parte dell’Eic di un modello gestionale di tipo interamente pubblico. Abbiamo perso due anni inutilmente e sono molto contrariato. Il 22 giugno ci sarà una nuova assemblea del consiglio di distretto per approvare la stesura dello statuto di una società pubblica a cui afferiscono i comuni per la gestione del servizio idrico. Poi si tornerà nei consigli comunali per l’approvazione. La strada che avevo provato a disegnare – continua Falco – era fare un accordo quadro con Acqua Bene comune (ABC Napoli Azienda speciale che serve la città di Napoli) ma il sindaco precedente e quello attuale di Napoli non hanno favorito questo progetto. Ora considerato che siamo fuori tempo massimo per l’accesso ai primi fondi PNRR utili, contiamo di riuscire a definire la spa pubblica per aspirare quantomeno a fondi ordinari se proposti, atteso che il grande investimento da fare è quello sulle reti considerato le enormi perdite. Se non dovessimo portare a termine l’attuazione della Spa, De Luca o chi per lui avrà la possibilità di commissariare l’Ente e puntare a quella che obiettivamente è la sua prima scelta, ovvero i privati. Tengo a sottolineare che, come nel settore rifiuti con Asia, in quello dell’acqua Napoli non può non costruire opportunità per rendere l’azienda ABC forte e competitiva nel confronto con i soggetti privati che controllano il mercato del servizio idrico”. Anche nel Distretto Sannita si vivono condizioni intricate in materia di gestione dei servizi idrici. “La Corte dei Conti – dichiara Gabriele Corona del movimento “Altra Benevento è possibile” – aveva mosso rilievi di legittimità alle delibere, in gran fretta stilate su sollecitazione del governatore De Luca, dei 34 comuni su 70 del Distretto, delibere che approvavano come modello gestionale una Spa mista senza la necessaria relazione richiesta dalla normativa che esplicitasse le motivazioni. Pertanto su indicazione pressante dell’Eic campano sono state prodotte integrazioni alle delibere che dovrebbero superare i vincoli sospensivi rappresentando i comuni aderenti più della metà della popolazione sannita. D’altra parte ricordo che contro la costituzione della società mista c’è il ricorso al Tar di Lucio Ferella, sindaco di Baselice, un comune di 2300 abitanti dell’entroterra sannita, contrastato dalla corazzata/amministrazione targata Mastella di Benevento città. In questa nebulosa di approssimazioni si attende la nuova data dell’udienza al Tar Campania”. Ma l’operazione più sorprendente nella sua funambolica avventatezza è stata quella in cui si è impegnato da ottobre 2022 il Consiglio di distretto di Caserta che si compone di 30 sindaci sui 104 totali che afferiscono alla provincia di Caserta. Il 26 ottobre 2022 il Comitato esecutivo dell’Eic ratifica le proposte del Consiglio di distretto Caserta della forma di gestione prescelta (una Spa pubblica), con relativo Preliminare di Piano d’Ambito, e dell’affidamento all’azienda Idrico Terra di Lavoro spa, costituitasi per lo scopo qualche mese prima per trasformazione del Consorzio Idrico Terra di Lavoro. Nella stessa seduta il parlamentino guidato da Luca Mascolo trasmette al Ministero delle Infrastrutture il progetto presentato dalla stessa ITL per la modica somma di 50 milioni di euro da finanziare con risorse a valere sul PNRR, nell’ambito di un avviso pubblico dello stesso Ministero che scadeva il 30 ottobre.Qualche dubbio riteniamo doveva pervadere il comitato esecutivo dell’Eic considerato che il soggetto prescelto dal Distretto Caserta è una Spa “fantasma” in virtù di diverse criticità. Il Consorzio trasmutato in Spa è un ente gestito allegramente da più di tre decadi accumulando più di cento milioni di debiti (è possibile reperire in rete tutti i trascorsi burrascosi e pendenti). D’altra parte i requisiti per la gestione in house richiesti dalla normativa sono assolti solo per alcuni comuni (da dati Invitalia il 22% della popolazione provinciale è servita dal CITL) e non da quelli del resto della Provincia.Nella stessa relazione di accompagnamento della delibera di affidamento si legge di un sostanzioso atto di proiezione fiduciaria nel futuro da parte del Consiglio di Distretto: ”La previsione conseguente all’affidamento oggetto della presente relazione è, pertanto, che ITL S.p.A. assuma la gestione di tutti i segmenti del S.I.I. dei comuni già facenti parte della compagine societaria, nonché assorba nel perimetro societario e gestionale, progressivamente fino a coprire l’intero S.I.I. nel periodo 2022-2027, tutti gli ulteriori comuni ricadenti nell’ambito distrettuale di Caserta”.Quindi all’orizzonte si disegna un auspicio e il Preliminare con relativo piano finanziario è costruito sulle nuvole. Inoltre nella sentenza del Tar Campania a fine 2022 sul ricorso del comune di Portico di Caserta contro la trasformazione in Spa del Consorzio si legge che l’iscrizione della Spa alla Camera di Commercio era sospesa per i 60 giorni canonici per l’eventuale opposizione dei creditori sociali, e ad oggi non sono note altre determinazioni della Camera di Commercio. Insomma la Spa è un’ipotesi considerato che “la procedura di trasformazione non si è perfezionata” e lo stesso affidamento si configura come ipotesi, se nella stessa delibera del 26 ottobre del comitato esecutivo del’Eic si legge che si delibera “di precisare che tale sottoscrizione (della convenzione di gestione con la ITL Spa, n.d.r.) debba avvenire a seguito della verifica dell’avvenuto completamento del percorso di trasformazione di CITL nella ITL Spa”. In definitiva si tratta di una simulazione discutibile, frutto di concertazioni politiche ad ampio raggio. Nel Comitato esecutivo dell’Eic e nello stesso Consiglio di Distretto Caserta è presente Roberto Romano, consigliere comunale in quota M5S di Aversa, che ha con gli altri esponenti politici in ciascun organo istituzionale accreditato e sottoscritto un’operazione legittima ma ampiamente contestabile per evidenti criticità che non sembrano davvero mettere in sicurezza il servizio idrico provinciale, così scolorendo nella memoria collettiva del movimento, nelle cui liste è stato eletto, quella prima stella delle cinque nel tempo che fu: la tutela di una gestione pubblica di qualità dell’acqua. Sull’operazione i sindacati confederali si sono dichiarati tutti soddisfatti sul piano delle preoccupazioni per situazioni che potrebbero tradursi in emergenze occupazionali. Catella Messina, segretario generale della Filctem CGil Caserta, ci anticipa al telefono un incontro il prossimo 5 luglio con l’Eic e dichiara “siamo soddisfatti delle garanzie offerte dall’Itl, pur riteniamo necessario essere coinvolti nella definizione del piano di distretto che dovrà essere messo a punto”. Un’interrogazione dell’On. Gianpiero Zinzi al Min. Ambiente all’inizio di giugno aveva segnalato elementi controversi dell’affidamento e aveva ricevuto una risposta dal sottosegretario che rimandava le eventuali iniziative di controllo del Ministero richieste dopo le decisioni del Tar Campania su altri ricorsi in opposizione inoltrati da AcquedottiScpa,ItalgasSpa e Ottogas Srl. In data 12 giugno avevamo formulato all’On. Gianpiero Zinzi alcune domande tra cui “nonostante la sua soddisfazione espressa in merito alla risposta data all’interrogazione dal sottosegretario (in sostanza attendista nei confronti dei ricorsi), pensa di mettere in campo nuove iniziative sul piano politico, giuridico o istituzionale?” L’On. Zinzi ad oggi non ha risposto. Relativamente alla città di Caserta abbiamo provato a fomulare una richiesta di chiarimenti intorno al presunto affidamento all’ITL Spa del servizio idrico di Caserta all’assessore alla transizione ecologica Carmela Mucherino in quota M5S che ci ha risposto sostenendo che “non è possibile affidare a nessun altro gestore perchè esiste un contenzioso con la società Italgas che in proroga serve la città di Caserta” ignorando che in ogni caso la delibera del 26 ottobre, comunque validata per numero di intervenuti alla seduta (anche se nell’occasione risultato assente il sindaco Carlo Marino), disponesse un affidamento ad una società che esisteva solo sulla carta e per questa ragione si candidava illegittimamente a gestire 50 milioni di euro che invece certamente avrebbero fatto comodo ai casertani se le operazioni di individuazione del gestore unico fossero state fatte per tempo (la legge regionale ricordiamo è del 2015) e si fosse provveduto ad un commissariamento preventivo del CITL, come pure richiesto da un revisore di conti dell’ente nel passato, per un suo risanamento a favore dell’apertura di un serio e proficuo confronto sul futuro della gestione del bene comune acqua nella provincia. Nonostante tutta la strada da fare ancora, colpevolmente, verso migliori politiche di uso e di gestione della risorsa idrica in un’ottica di adattamento e sostenibilità, c’è da chiedersi se quanto assistiamo sia solo frutto di incapacità di una classe politica o precisa volontà di rallentare i processi decisionali per cedere asset strategici ai privati, sacrificando gli interessi dei cittadini sull’altare del mero opportunismo nella gestione del potere.