Le mani sporche degli incompetenti sulle città e sull’arte del territorio.

Il nostro patrimonio culturale è un giocattolo che sta morendo in mano agli ignoranti.

Di Fiore Marro

Caserta 20 dicembre 2017

Le mani sporche degli incompetenti sulle città e sull’arte del territorio:

Napoli , Tunnel borbonico, trovato amianto in una delle cavità del percorso; Pompei, crollo alla “Casa della Caccia ai Tori”; Reggia Caserta, crolla parte di un soffitto nella “Stanza delle dame”; Napoli, Piazza del Gesù, cade vetro dalla chiesa; Reggia di Carditello, acciuffato un uomo mentre scava una buca per gettarne rifiuti; ancora Napoli, crollano calcinacci nella Galleria Laziale, che congiunge Fuorigrotta a piazza Sannazaro, e a Capodimonte frana un albero a pochi passi dal Museo.

Non è un bollettino di guerra, né l’ennesimo motivo tanto per “fare ammuina”, ma la realtà che ci circonda, una realtà che si rinnova puntualmente, ogni mese, a danno della storia, della cultura, del bello, per opera di individui senza erudizione, messi a governare e amministrare ciò che non meritano, per la loro inettitudine, cupidigia, cecità. Non bastano le offese e le stupidaggini come Gomorra e Saviano, per abbruttire un territorio? Renderlo inviso al mondo, dipingerlo falsamente come mostruoso e fosco? Anche l’incapacità gestionale della politica italiota, dopo tutte le altre sventure, a partire da Garibaldi e i Savoia, ci doveva capitare? Quale colpa si sta pagando? Forse la troppa cultura? Le troppe chiese del 600, del 700 e dell’800? I troppi poeti, scrittori, musicisti? L’eccessiva devastante bellezza dei luoghi che ci circondano? L’infinità capacità musicale, pittorica, poetica? Quando finirà questo stillicidio?

In cento anni di storia i Borbone, ingiustamente vituperati e offesi dai cattivi maestri della storia, sono stati capaci invece di donarci, i palazzi e le strutture come quelli di Capodimonte, Caserta, Portici, Carditello, Castellammare, Pietrarsa, San Leucio, hanno scoperto e dato alla luce i resti di siti archeologici come Pompei, Ercolano, Oplonti, hanno ridato vigore all’arte tutta, per poi essere cacciati in malo modo, per fare largo a questa lunga serie di incompetenti, zotici, invertebrati personaggetti, che si sono susseguiti e passati il testimone in questi lunghi interminabili anni bui, arrivati a questo degrado politico di oggi, che offende un intero popolo, una storia millenaria, come diceva mio nonno : “avimme mise a pazziella mmano e criature”, per troppo, tanto tempo.

Il nostro patrimonio è continuamente ferito, abbandonato a se stesso, per via di individui negligenti e nemici della Storia, basti riportare frasi come quelle del governatore del Veneto Zaia che, nella sua smisurata bestialità, affermò: “C’è chi vuole spendere 250 milioni per quei quattro sassi di Pompei: una vergogna!” . Dobbiamo sforzarci di far comprendere a queste menti ottuse, presenti ai vertici delle nostre istituzioni di oggi e, purtroppo, anche del futuro, che senza la Bellezza siamo spacciati, non si va da nessuna parte.

Le Due Sicilie sono un patrimonio dell’umanità che continua a dare lavoro a tanti operatori di viaggi, a guide turistiche, ad alberghi, locali, trasporti, non curarsene per bene vuol dire la morte non solo della Bellezza ma di tante altre cose; il nostro patrimonio culturale è un giocattolo che sta morendo in mano agli ignoranti.

Fate presto a liberarvi di loro prima che sia troppo tardi .