LEGA PRO GIRONE A, ESCLUSO IL PIACENZA DAL CAMPIONATO DAL GIUDICE SPORTIVO

Dopo il clamoroso 20-0 a Cuneo escluso il Piacenza, la sconfitta viene tramutata in 3-0 a tavolino

Piacenza – Un altro colpo di scena nella Lega Pro stavolta nel girone A, dopo il Matera escluso nel girone C della Casertana (di cui  abbiamo trattato l’argomento) ora tocca al Piacenza, una ‘nobile decaduta’ che nei suoi tempi d’oro ha lanciato in serie A e annoverava in formazione gente del calibro di Filippo Inzaghi, Pasquale Luiso, Massimiliano  Taibi che hanno avuto brillanti carriere e chi più ne ha più ne metta anche giocatori importanti per la serie B…..ma andiamo con ordine, facciamo una breve ricostruzione degli ultimi giorni necessaria e obbligatoria.

Allo stadio Paschiero di Cuneo domenica scorsa 17 febbraio va in scena una delle pagine più assurde del calcio professionistico italiano. Il Pro Piacenza si presenta in campo con  7 uomini – tutti giovani, la primavera praticamente e senza staff tecnico (come allenatore è stato indicato uno dei giocatori, il capitano Cirigliano) e dopo 45’ di attesa il match è iniziato (al 15’ della ripresa è poi entrato l’ottavo giocatore, tra le file dei piacentini figurava anche il massaggiatore). Il Cuneo, che pure non se la passava benissimo con vicissitudini societarie varie, penalizzazioni ricevute e in arrivo, ha fatto il suo dovere, scende in campo e si gioca la partita fino in fondo, dopo 25’ il punteggio recitava 10 a 0 per i padroni di casa, ma parlare di calcio diventa davvero difficile anzi impossibile in questo teatrino della follia, anche se in scena ed in porgramma vi era lo ricordiamo una partita di Serie C valdia per il campionato a tutti gli effetti (il risultato finale sarà poi di 20-0).
IL DOCUMENTO SMARRITO — L’ottavo giocatore, Isufi, subentrava in ritardo perché aveva dimenticato il documento di identità (assurdo). Il club emiliano ha dapprima tentato la via dell’autocertificazione, poi ha risolto il problema grazie al padre del giocatore, che ha recuperato il documento. Il Pro Piacenza, aveva saltato tre partite nel girone A della Serie C e aveva subito varie penalizzazioni per stipendi e contributi non pagati ai tesserati, una situazione delicata sin dall’inizio della stagione dunque conosciuta ed era a rischio esclusione, se avesse mancato anche il quarto appuntamento. Ecco dunque che da giovedì — giorno in cui la Figc ha dato l’ok alla ripresa delle partite del club — è iniziata una rocambolesca corsa contro il tempo per arrivare a un numero minimo di tesseramenti che consentisse al Pro Piacenza di scendere in campo. Si è arrivati così al vergognoso epilogo di Cuneo e alla vergonosa partita (??) di cui sopra, anche se sarebbe meglio definirla una farsa.
 
Nel riquadro sopra la distinta arbitrale (fonte la Gazzetta dello Sport)

La bomba Pro Piacenza dunque deflagra all’improvviso in tutta la sua potenza, inutile usare giri di parole, l’accaduto viene refertato e finisce dinanzi al Giudice sportivo, un precedente del genere non si era mai visto nel calcio italiano, senza essere offensivi neanche le partite all’oratorio finiscono venti a zero, giocate sette contro undici, ma continuiamo nella ricostruzione di questa ‘folle vicenda’.

Il Giudice sportivo federale che ha sede in piazzale Flaminio a Roma competente per materia e terrritorio al quale vengono devolute le controversie sportive, emette il verdetto “Esclusione del Pro Piacenza dal campionato di competenza” e sconfitta per 3-0 a tavolino. Così ha deciso il giudice sportivo della Lega Pro, Pasquale Marino in relazione alla gara ‘incriminata’  con gli emiliani scesi in campo col numero minimo di giocatori, otto, tutti under 18. Ma non è tutto, la Figc ha revocato l’affiliazione della società emiliana. A comunicarlo è la stessa Federazione nella seguente nota ufficiale che si riporta integralmente, “Preso atto delle gravi violazioni regolamentari verificatesi in occasione della gara Cuneo-Pro Piacenza, che si aggiungono alle numerose altre irregolarità documentate, tali – si legge – da far venire meno le condizioni minime previste dal sistema federale per la partecipazione al campionato di Serie C, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha disposto la revoca dell’affiliazione della società Pro Piacenza”.

Di seguito le dichiarazioni del Presidente della Serie C Prof. Francesco Ghirelli “Oggi il giudice sportivo ha preso la decisione più corretta che potesse assumere – ha affermato il presidentecommentando la drastica misura presa nei confronti del Pro Piacenza. “Partiamo da un dato: non ci sarebbe stata questa giornata di vergogna se ci avessero dato ascolto, non doveva essere iscritta la società Pro Piacenza – ha aggiunto Ghirelli – non aveva una valida fideiussione. Stiamo lavorando per le riforme, ma per evitare queste situazioni non c’era la necessità di riforme. Il caso Matera, il caso Pro Piacenza non ci sarebbero stati se, in sede di iscrizione di campionato, chi governava la Federazione in quel momento avesse fatto rispettare le regole: fideiussione non valida significa esclusione dal campionato. Avevano successivamente la possibilità di rimediare e non lo hanno fatto. Sarebbe stato sufficiente delineare un iter chiaro per le sostituzioni, definendo sanzioni (che doveva essere l’esclusione come da noi richiesto) e tempi di scadenza che, se non rispettati, avrebbero portato in termini inequivocabili all’esclusione”.

Nelle ultime ore è arrivato anche il commento amareggiato di Carmine Palumbo, direttore generale del Pro Piacenza, che ha dichiarato senza mezzi termini: “Ce l’ho messa tutta, mi dispiace che sia andata così. Si vede che era giusto che finisse in questo modo”. Un epilogo drammatico che forse neanche nel miglior noir/giallo sarebbe stato tanto CLAMOROSO !!!!!!

Dopo aver ricevuto l’incarico qualche giorno fa – spiega Palumbo – ho avuto troppo poco tempo a disposizione per poter fare qualcosa. Ci abbiamo provato. Certamente, se avessimo avuto ancora tempo a disposizione sono convinto che saremmo riusciti ad allestire una nuova formazione. Io mi assumo le mie responsabilità. Il ricorso contro la decisione? Impugnarla è una valutazione che spetta al presidente, ma, anche se fosse, passerebbe troppo tempo prima di una decisione”.