Lo sciopero ai tempi della DAD

Ieri si sono riaperti i cancelli delle scuole in Campania, ma solo per i più piccoli.

Gli studenti delle scuole superiori, almeno una parte, sarebbero volentieri tornati in classe, ma dovranno ttendere giorno 25 gennaio.

Sono stanchi di questa modalità a distanze e hanno deciso di scioperare. E come si sciopera stando in DAD? Semplicemente non collegandosi! Nuove modalità didattiche implicano nuove modalità di protesta.

Questa situazione si è verificata ieri un pò in tutta Italia. Noi vi raccontiamo, attraverso le lo ro stesse parole, cosa è avvenuta in una scuola della provincia di Caserta.

Vi riportiamo di seguito le giustificazioni date ai loro professori da parte di alcuni di questi giovani studenti, di 14 anni, iscritti al primo anno di liceo classico.

“Cosa ne pensiamo noi studenti della famosa DaD? Beh, è un po’ complicato. I professori dicono di essere comprensivi, e da un lato lo sono, ma hanno di fronte migliaia di studenti costretti a trascorrere le proprie giornate dietro ad uno schermo e le interminabili li lezioni sembrano essere rinchiuse in una piccola scatola di plastica. La scuola è difficile, e la didattica a distanza ha reso ancora più complicato chiacchierare con i compagni, mangiare un cornetto al bar prima delle lezioni e confrontarsi e discutere con i docenti. Ma ora non ce la facciamo più. Siamo costantemente attaccati dall’ansia e dalla paura di non farcela e di prendere un brutto voto. La scuola non dovrebbe essere una semplice trasmissione di conoscenze, bensì un luogo dove formarsi e diventare degni cittadini del domani. Non imparare a memoria quelle 20/30 pagine di storia, ma capire perché ciò che è accaduto si ripercuote sul presente. Da un semplice schermo, purtroppo, i prof riescono solo ad osservare i nostri volti senza comprendere i nostri stati d’animo. E poi affrontare un nuovo percorso di studi, per noi del primo anno, è diventato impossibile.”

E poi:

“Buongiorno professoressa, ci dispiace davvero ma è stato indetto uno sciopero e la nostra classe non entrerà a lezione. È la prima volta e speriamo vivamente l’ultima volta; in più vi assicuriamo che il motivo non è il compito che avremmo dovuto fare con voi. La motivazione della nostra classe è che vorremmo che la scuola fosse davvero un luogo di crescita; un luogo in cui voi, professori, traete fuori da noi il meglio -“educere”, come sapete, in latino, perché sappiamo che il vostro scopo è quello di educarci al meglio-. Il risultato sono però ragazzi stanchi, demotivati. Alcuni di noi sono stati male fisicamente e psicologicamente. Vorremmo che la scuola fosse un luogo giusto, non un luogo di cui si ha paura o per cui molti hanno attacchi d’ ansia o panico.  Addirittura le vacanze di Natale sono stati per alcuni un inferno, tra le troppe cose da fare.  Ci vediamo privati dei 15 minuti di pausa che ci spettano dopo ogni lezione. Sappiamo che la DaD è complicata per tutti, e che per voi professori non è assolutamente semplice, ma noi siamo ragazzini di 14 anni che vorrebbero solo imparare, non riusciamo a seguire questi ritmi, non riusciamo a gestire questa situazione e ci sentiamo abbandonati, ci sentiamo come se fossimo solo un numero.  E non siamo certamente i primi ma speriamo di essere gli ultimi.
Questo messaggio, professoressa, non è rivolto a voi ma a tutto il corpo docenti (sia della nostra classe e sia delle altre). Promettiamo di essere collaborativi d’ora in poi, ma questo sciopero oggi è inevitabile. Siamo consapevoli delle conseguenze. Grazie mille e ci scusiamo per gli eventuali problemi creati.”

Due testimonianze, dalle quale emerge lo stato d’animo di questi ragazzi, ai quali è stato privato di vivere la scuola,(tra l’altro parliamo del primo anno di superiori, un anno importante, di inizio e di passaggio) nel senso tradizionale, con i compagni da conoscere, i nuovi docenti, la curiosità verso un nuovo indirizzo di studi. Il covid non è solo il virus polmonare, ma una piaga che lacerato la nostra società, il nostro mondo, con conseguenze psicologiche tutte da ricucire. Forza ragazzi, speriamo di recuperare tutti insieme velocemente.