Maddaloni. Il SINDACO DE FILIPPO chiede il PREMIO DI MAGGIORANZA mentre gli ALLEATI di RAZZANO chiedono la ISTITUZIONE di una MAGGIORANZA ALLARGATA

di GIOVANNA PAOLINO

Maddaloni. Nel pomeriggio di oggi ,  martedi’ 27 giugno 2017, alle ore 15.30, la Commissione Elettorale proclamera’ Andrea De Filippo Sindaco di Maddaloni.

Le amministrative e, quindi , il ballottaggio nella citta’ di Maddaloni, che hanno portato alla vittoria il Sindaco Andrea De Filippo  , espressione della coalizione di centro destra, rappresentano una  sorpresa politica,   clamorosa ed inaspettata, e, pertanto, si  impone una adeguata gestione della nuova situazione che si e’ venuta a creare in seno al Consiglio Comunale della terza citta’ piu’ popolosa  della provincia di Caserta.

Una vittoria, quella di Andrea De Filippo, che corona  il sogno, rimandato , del 2013, allorquando  il neoSindaco di Maddaloni  fu sconfitto , per pochissimi voti,  da Rosa De Lucia.

Resta il fatto che , al di la’ dei piagnistei di Giuseppe Razzano, era evidente che fin dall’inizio  fosse proprio   gran parte della coalizione di centro sinistra a non volere la sua candidatura a Sindaco di Maddaloni.

Oggi Razzano parla di tradimento : in realta’ , il dissenso contro la  sua candidatura era emerso  immediatamente subito dopo le primarie di gennaio 2017  e nel corso della intera campagna elettorale, allorquando a sostegno dell’ex autista  di un noto politico erano dovuti intervenire sia Franco Mirabelli che altri autorevoli esponenti del Pd come l’Onorevole Camilla Sgambato.

Se c’e’ un responsabile nella sconfitta di Giuseppe Razzano e’ proprio il Pd, che avrebbe dovuto interpretare nel modo giusto la incapacita’ di Razzano di aggregare le varie anime del centrosinistra.

Memorabile , a soli due giorni dal ballottaggio, il discorso del Senatore Pascarella, uscito dal Pd,  che ha  puntato il dito contro la candidatura di Giuseppe Razzano : praticamente un colpo mortale alle ambizioni del giovane candidato Sindaco.

Ne’ bisogna dimenticare la crisi del Pd a Maddaloni  , con le evidenti spaccature interne, che ha reso necessario nei mesi scorsi non solo il commissariamento da parte dell’europarlamentare Pina Picierno ma , evidentemente dinanzi alla incapacita’ della stessa di gestire il territorio, anche la nomina dei tre subcommissari.

Insomma: il non tanto imprevedibile caso del centrosinistra  di Maddaloni puo’ essere definito come il classico ” caso della montagna che partori’ il topolino”.

Resta il fatto che ancora adesso, ad elezioni concluse  con la sua sconfitta, Beppe Razzano  si fa chiamare dai propri amici ” vero Sindaco ” di Maddaloni.

Ma tant’e’!

Andrea De Filippo è  stato eletto Sindaco di Maddaloni  con 6.453 voti (pari al 52.15 per cento dei votanti). Ha rimontato un distacco di 17 punti su Peppe Razzano, il candidato , sostenuto  da ben dieci liste del centrosinistra che, al primo turno, avevano conquistato già il 54 per cento dei consensi e ben 14 consiglieri comunali su 24.

Indubbiamente , nel ballottaggio di Maddaloni, ha vinto soprattutto l’astensionismo   balneare: a chiara dimostrazione che la gente e’ stanca della politica dalla quale si aspetta ormai proposte e fatti concreti.

La citta’ di Maddaloni e’ stata quella nella quale ha votato la piu’ bassa percentuale degli aventi diritto : solo   il 37.66 per cento degli elettori .Quasi dieci punti in meno rispetto alle elezioni del  2013, quelle in cui Andrea De  Filippo fu sconfitto da Rosa De  Lucia .

Oggi , pero’, Andrea De Filippo, che , con Gianpiero Zinzi, ha riportato Forza Italia ai fasti di un tempo, si ritrova a gestire una situazione non semplice, ovvero un Consiglio Comunale  ” zoppo “: il Sindaco, infatti, non ha una sua maggioranza.

In particolare le liste  pro Razzano dovrebbero confermare i 14 consiglieri mentre,  dei 24 componenti il consiglio, 7 dovrebbero essere del neo sindaco, due di una lista civica e 1 dei cinque stelle.

Praticamente, al momento, la situazione politico-amministrativa di Maddaloni e’ caratterizzata dalla completa ingovernabilita’che potrebbe condurre la citta’ verso un nuovo  ed ancora piu’ pericoloso commissariamento.

La coalizione di Razzano, al primo turno, ha conseguito più della metà dei voti (il 54%), ma il candidato sindaco vincente è stato poi quello dell’altro schieramento. La questione non è semplice da chiarire.

Difatti,  il  TUEL -art. 73, comma 10, stabilisce quanto segue:

“ Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate ai sensi del comma 8”.

Un bivio, dunque, nel quale l’amministrazione De Filippo ha dinanzi a se’ due alternative:  quella amministrativa e , forse, giudiziaria, e quella politica.

Ma procediamo con ordine.

I legali del Sindaco De Filippo hanno presentato una memoria alla Commissione Elettorale avente ad oggetto l’attribuzione del Premio di Maggioranza  che, secondo la tesi del neoSindaco,  non andrebbe alla coalizione di maggioranza, la quale non ha vinto il ballottaggio, ma , bensi’ , alla sua coalizione.

La tesi del Sindaco De Filippo e’ sostenuta dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato  che si e’ espressa in relazione alle amministrative del 2016  a San Benedetto del Tronto  dove il  il centrosinistra , che aveva ottenuto il  50,88% dei voti di coalizione al primo turno, presentò ricorso contro il sindaco vincente, di segno opposto, per ottenere la maggioranza in Consiglio.

Il Consiglio di Stato, nel mese di maggio 2017 ,  ha definitivamente respinto il ricorso, assegnando  al sindaco vincente la maggioranza in Consiglio comunale ed affermando che  “può ritenersi del tutto compatibile con il quadro costituzionale, in considerazione della possibilità di voto “disgiunto” al primo turno fra candidato Sindaco e liste collegate e della necessità di assicurare la governabilità dell’Ente locale al Sindaco democraticamente eletto, la previsione che assegna il premio di maggioranza sulla base dei voti validi conseguiti da quest’ultimo, e non solo dei voti riportati al primo turno dalle liste a questo collegate”.

Stessa situazione  alle elezioni di Cagliari nel 2011 .

Se questa tesi fosse accolta dalla Commissione elettorale la composizione del Consiglio Comunale di Maddaloni sarebbe completamente modificata nel senso che  al  Sindaco sarebbe riconosciuta  una vera maggioranza cosi’ articolata :   6 Consiglieri con Maddaloni nel Cuore –   4  Consiglieri con Forza Italia –   2 Consiglieri con Rinascita Maddalonese-   2 Consiglieri con Maddaloni Libera –  1 Consigliere con Maddaloni Futura.  Un totale, dunque, di 15 consiglieri, oltre il Sindaco .

A guidare l’opposizione , vi sarebbe, invece, Giuseppe Razzano con 3 Consiglieri Comunali del Pd- 1 Consigliere Comunale per Citta’ delle Idee, 1 per Udc, 1 per Calatia Libera , 1 per Campania Libera, e Luigi Bove candidato Sindaco di Patto per Maddaloni, per un totale di 9 consiglieri.

In questa prospettiva resterebbe fuori  dal Consiglio Comunale il Movimento 5 Stelle.

Questa soluzione, che dimostra la decisione di De Filippo nel gestire la delicata situazione politica che si e’ creata, non e’ pero’ suffragata da una giurisprudenza univoca.

Ad esempio, a Potenza, nel 2015,  il Consiglio di Stato ha ritenuto   di dover rispettare la divaricazione creatasi e che “il sindaco, salva la facoltà di dimettersi così provocando lo scioglimento del consiglio, deve convivere con una maggioranza a sé contrapposta”.

Va detto, inoltre, che il ricorso alla giustizia amministrativa potrebbe creare alla citta’ di Maddaloni  una fase di stallo nella amministrazione locale al punto da incrancrenire il  problema gia’ presente ed impedire  il normale governo della citta’.

 

Alla soluzione  giuridica si contrappone la soluzione politica , che , nelle ultime ore, e’ stata sollecitata da alcuni esponenti della coalizione di Razzano, che, con il ricorso al Premio di Maggioranza, perderebbero dei seggi ottenuti con le elezioni del giorno 11 giugno 2017.

La prima soluzione politica potrebbe essere quella secondo la quale almeno i 3/4 degli eletti  con Razzano  si dichiarino disponibili a cambiare coalizione.

A questo punto, si verificherebbe che , ” fiat lux”, il Sindaco avrebbe una maggioranza  che, prescindendo dall’esito della giustizia amministrativa, gli consentirebbe di governare : ma , si tratterebbe  di una maggioranza ” non sua “, risicata e , pertanto ballerina, che  trasformerebbe il Primo Cittadino in ostaggio di ambizioni personali e prevaricatrici dei vari consiglieri ” mercenari”.

Sono in molti, invece, all’interno del neo eletto Consiglio Comunale a chiedere  che il Sindaco superi l’attuale impasse politico costituendo una ” vasta maggioranza allargata  e condivisa ” : una sorta di coalizione centro destra – centro sinistra che , con il consenso di tutti, ” autorizzi” il passaggio di esponenti della opposizione  nella maggioranza di De Filippo in modo tale da realizzare un equilibrio di tutte le forze politiche interessate, che , in tal modo, non perderebbero consiglieri comunali secondo le regole previste dal premio di maggioranza.

Nei prossimi giorni , avremo sicuramente una risposta a questo problema.

In ogni caso , Andrea De Filippo ha gia’ dato prova della sua capacita’ di amministrare nell’affrontare questa prima emergenza politica della sua amministrazione e chiedendo il premio di maggioranza alla Commissione Elettorale .

Come dire , rispondendo tacitamente al  disilluso e triste Razzano e ai suoi mercenari alleati : ” Da oggi il Sindaco sono io e le regole sono quelle che decide la coalizione che ha sostenuto la mia vittoria”.