MAXIBLITZ CONTRO L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

38enne casertano ai domiciliari

Nella giornata odierna, 10 luglio, la Tenenza della Guardia di Finanza di Battipaglia del Comando Provinciale di Salerno ha eseguito un maxiblitz contro l’immigrazione clandestina, culminato con l’applicazione di misure cautelari personali. L’operazione, condotta su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e sotto l’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, ha visto l’arresto di 47 indagati. Di questi, 13 sono stati destinatari della custodia in carcere, 24 della custodia domiciliare e 10 sono stati colpiti dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e professionali per 12 mesi.

 

Tra i reati contestati, figurano l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la violazione dell’art. 12 D.Lvo 286/98, il riciclaggio, l’autoriciclaggio, e l’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

 

Uno degli indagati sottoposti agli arresti domiciliari è Marco Corrente, 38enne originario di Capua, accusato di riciclaggio e di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Parallelamente, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro — Reparto Operativo di Roma e Gruppo di Napoli, insieme al Gruppo Guardia di Finanza di Salerno, hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di ulteriori 7 indagati per violazione dell’art. 12 D.Lvo 286/98.

 

L’adozione di misure urgenti è stata motivata dalla scoperta di piani di trasferimento di alcuni indagati verso paesi nordafricani, dove avevano basi logistiche. Tale trasferimento avrebbe potuto influenzare gli altri membri dell’organizzazione, spingendoli a iniziative simili. Entrambi i provvedimenti restrittivi sono frutto del medesimo filone d’indagine relativo all’uso illecito del “Click Day” legato ai Decreti Flussi, dal 2020 ad oggi, che consentiva a cittadini extracomunitari di ottenere il nulla osta per entrare in Italia per motivi di lavoro.

 

Le indagini, coordinate con il Procuratore Nazionale Antimafia, hanno ricostruito l’intero sistema illecito. È emerso che venivano costituite società ad hoc o utilizzate fraudolentemente le identità digitali di imprenditori ignari, al fine di inserire istanze per il nulla osta. Una rete composta da imprenditori, addetti ai patronati e liberi professionisti si occupava delle pratiche burocratiche, in cambio di denaro da parte dei cittadini extracomunitari interessati. Inoltre, un gruppo legato al clan camorristico Cesarano, con base a Pompei e Castellammare di Stabia, riciclava i proventi illeciti.

 

Le indagini hanno rilevato l’invio di circa 2.500 istanze fraudolente alle prefetture di tutta Italia, basate su dati falsi. Ogni cittadino extracomunitario avrebbe pagato 1.000 euro per l’istanza, 2.000 euro per ogni nulla osta e visto rilasciato, e ulteriori 2.000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio firmato.

 

È stato eseguito anche il sequestro preventivo di un terreno a Battipaglia, oltre a disponibilità finanziarie e beni per un totale di circa 6 milioni di euro, provenienti dall’attività illecita. Durante le perquisizioni, sono stati trovati circa 300.000 euro in contanti e un libro mastro delle operazioni fittizie.

 

L’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali, e ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime settimane.