Ormel-Osservatorio del Mercato del Lavoro e della Occupazione. Ancora uno schiaffo al sistema dei Trasporti in Campania e , principalmente , in provincia di Caserta. Si è chiusa negativamente la procedura 223/91 relativa alla Atc di Caserta – Azienda Trasporti Campani della famiglia Esposito, che opera nel trasporto pubblico locale in diverse zone del casertano e altre zone della Campania come Napoli, Caserta, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Mondragone, Sessa Aurunca, Nola, Tufino, Casamarciano e Persano, nonché nel servizio navetta all’interno della Reggia di Caserta. Si attendono le deduzioni della Regione Campania. I lavoratori chiedono soluzioni rapidi alla Regione per la vicenda ATC che diventa sempre più difficilmente gestibile per l’ormai stato di difficoltà dell’azienda a continuare il proprio Servizio di Trasporto Pubblico Locale- Infatti l’azienda ha chiesto alla Regione la rescissione del contratto di servizio in scadenza a ottobre 2015 per la impossibilità di espletare in servizi in concessione”. In sostanza l’Atc di Luigi Esposito ha posto sul tavolo condizioni inaccettabili e la trattativa si è chiusa da sola. Da tempo i dipendenti si battono contro le violazioni messe in atto dall’ATC srl a loro danno e più volte denunciate per trovare soluzioni condivise che avrebbero permesso ai lavoratori di operare in condizioni dignitose. Va detto, altresì, che i dipendenti chiedono il pagamento delle competenze arretrate , ovvero le mensilità a partire da ottobre 2015 a tutt’oggi inclusa 13a e 14a mensilità. Viene denunciato anche il mancato versamento di circa quattro anni al Fondo Complementare Pensionistico (Priamo) delle quote che vengono trattenute regolarmente dalla busta paga. ” A questo punto- ha commentato Giovanni Dura Segretario Regionale Faisa Cisal- bisogna innanzi tutto pensare ai lavoratori e alle loro famiglie e di agire al fine di porre le basi per il futuro del Tpl in provincia di Caserta”. ” Risulta prioritario- ha concluso Giovanni Dura- mettere in campo tutte le soluzioni necessarie alla salvaguardia dei posti di lavoro e alla tutela della clientela e del servizio di trasporto nella già martoriata provincia di Caserta”.