Nuova Gazzetta di Caserta del 26 ottobre 2015. Giuseppe Florino: evitare che il Comune speculi sul Belvedere di San Leucio

E’ opportuno secondo voi rimettere il Belvedere di San Leucio sotto l’ala protettiva e di vigilanza del Ministero dei Beni Culturali, per evitare che il comune speculi su quest’ultimo?”. Queste le parole dell’Ing. Giuseppe Florino che lancia l’allarme contro il piano di riutilizzo e di recupero stalle del sito , proposto nel 2013, finalizzato all’accesso fondi europei, per la creazione di lounge bar e ristoranti al Belvedere di San Leucio. ” Stiamo scherzando? – replica Giuseppe Florino-. Spero che queste idee non “ravvivino” invece le menti delle future amministrazioni comunali! Il Ministero potrebbe invece tutelare meglio il sito e rendere più semplice la comunicazione e i collegamenti con il triangolo Reggia di Caserta, Real Sito di San Leucio e Real Sito di Carditello con un percorso unico, creando biglietti unici per le visite! Navette per il trasporto turistico e con il conseguente sviluppo del tessuto commerciale! Così si ravvivano i beni storici, portando visitatori e allungando le visite sul territorio casertano ed evitando c chiassose serate”. Tuttavia sono in pochi a sapere che il sito di San Leucio , a tutt’oggi e, nonostante le reiterate dichiarazioni di intenti, non ha ancora ottenuto, e neppure mai richiesto, il riconoscimento di Museo a interesse regionale.A darci questa notizia è Pietro Di Lorenzo, operatore culturale casertano.” Oggi- dice Pietro Di Lorenzo- tanti parlano di valorizzazione del patrimonio culturale anche ai fini turistici improvvisando possibili soluzioni gestionali. Soprattutto facendo credere che si possa intervenire senza impegnare, soldi, risorse e professionalità. Questi i fatti: il sito di San Leucio non è inserito tra i Musei accreditati dalla Regione Campania ( legge regionale n.12/2005 che recepisce le linee -guida nazionali e internazionali per una efficace gestione museale). In mancanza di questo requisito, il complesso leuciano non beneficia dei contributi regionali. La legge doveva essere rigorosa per la direzione e la scelta di professionalità specifiche nell’ambito dei beni culturali e per l’accreditamento dei siti culturali presso la Regione Campania. Il sito di San Leucio, dunque, non rientra negli standards previsti dalla legge n.12/2005. La sua gestione è affidata al Comune di Caserta , proprietario dell’immobile e proprietario del Museo della Seta ivi allestito. Ma il Comune di Caserta lo ha sempre inserito pertanto, nel settore ” Attività Produttive”. Misteriosamente !!! E’ stato il Commissario Maria Grazia Nicolo’, finalmente, a determinare l’attribuzione delle competenze del sito di San Leucio al settore davvero competente, ovvero al settore ” Cultura”. “La valorizzazione di San Leucio-spiega Pietro Di Lorenzo- finora è stata quasi esclusivamente fondata , salvo pochi eventi davvero di spessore, su occasioni spettacolari spesso piu’ commerciali che culturali.Peraltro, con calendari e programmi resi noti solo pochi giorni prima dell’inizio e quindi incapaci di orientare per tempo la scelta di un visitatore/turista”. Si è persa così- conclude – piu’ di un’occasione ottenendo il solo risultato di vedere presenti come spettatori i residenti a Caserta o nel territorio regionale viciniore”.