“Contro la chiusura delle indagini per ricercare gli assassini di Angelo Vassallo vanno avviate tutte le iniziative possibili, senza lasciare nulla di intentato perché non possiamo permettere che la morte del Sindaco pescatore resti senza colpevoli”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che porterà la questione in Consiglio regionale “con una mozione con la quale chiederemo l’impegno del Consiglio regionale e della Giunta a sollecitare il Ministro della Giustizia affinché non si chiudano le indagini, ma si trovi il modo per poter continuare la ricerca degli assassini”.
“Lasciare un omicidio senza colpevoli è sempre grave, ma lo è ancor di più quando si chiude l’indagine sulla morte di un Sindaco impegnato per migliorare il territorio in cui viveva e lavorava perché rappresenta una doppia sconfitta per lo Stato” ha aggiunto Borrelli auspicando “di trovare in Consiglio la massima adesione alla mozione”.
La sera del 5 settembre 2010, intorno alle 22:15, mentre rincasava alla guida della sua automobile, Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica, è stato ucciso da uno o più attentatori allo stato ignoti; contro di lui sono stati esplosi nove proiettili calibro 9, sette dei quali a segno.
Benché allo stato la matrice dell’attentato sia ignota, il pubblico ministero Luigi Rocco, incaricato delle indagini, ha avanzato l’ipotesi che esso sia stato commissionato dalla camorra al fine di punire un rappresentante delle istituzioni che si era opposto a pratiche illegali: un collegamento potrebbe risiedere nelle azioni svolte da Vassallo a tutela dell’ambiente, era visto dalla camorra come un ostacolo al controllo del porto che le garantirebbe libertà nei commerci illegali di droga.
Il 25 marzo 2015, Bruno Humberto Damiani è unico indagato per l’omicidio di Angelo Vassallo.
L’ultima pista è legata agli accertamenti balistici su una pistola, mentre si attendono ancora le risposte definitive dai test del Dna effettuati su 94 persone. Manca poco più di un mese, poi la Procura di Salerno tirerà le conclusioni dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco- pescatore di Pollica ucciso con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010. In mancanza di elementi nuovi, sembra profilarsi la richiesta di archiviazione del fascicolo aperto nei confronti dell’italo- brasiliano Bruno Humberto Damiani, considerato uno dei protagonisti dello spaccio di stupefacenti nella zona del Cilento.
Il nome di Damiani era finito subito dopo il delitto all’attenzione degli investigatori, ma pur essendo tuttora indagato per concorso in omicidio aggravato dalla finalità mafiosa l’uomo (assistito dall’avvocato Michele Sarno) ha sempre respinto le accuse e può esibire come carta difensiva a suo favore l’esame dello stube da cui è stato escluso che abbia usato armi da fuoco. ” Per noi questo caso è una ferita aperta, ma andremo avanti fino all’ultimo giorno, senza trascurare alcun dettaglio ” , dicono in Procura, dove da sette anni si indaga sul giallo del Cilento.
Il fascicolo è all’attenzione della pm Rosa Volpe, procuratore aggiunto a Napoli ma applicata dal Csm a Salerno proprio per coordinare l’inchiesta seguita sin dalle prime battute, e del pm Leonardo Colamonici, con il coordinamento del procuratore Corrado Lembo.
Vassallo fu ucciso con 9 colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata a pochi passi dalla sua abitazione di Pollica. Era in auto, con il finestrino aperto e il cellulare in mano. Con ogni probabilità, conosceva l’assassino o comunque non temeva che l’uomo potesse sparargli. L’arma, una calibro 9 baby Tanfoglio, è stata cercata dappertutto, anche in fondo al mare, ma non è mai stata trovata. In questi anni, gli investigatori non sono riusciti a sciogliere gli interrogativi legati a una traccia biologica e a un’impronta digitale rilevate sulla scena del delitto.
La scelta di eseguire i test del Dna ad ampio spettro è stata dettata proprio dalla volontà di non trascurare alcun dettaglio utile a scoprire la verità, reclamata a gran voce in questi anni non solo dai familiari del sindaco-pescatore ma anche dalla società civile, scossa dall’omicidio di un sindaco impegnato in prima linea per il suo territorio. Le indagini hanno fatto emergere che, durante l’ultima estate della sua vita, Angelo Vassallo era ossessionato dallo spaccio di droga che aveva invaso il Cilento
e la sua Acciaroli. In questo contesto si sono mossi gli inquirenti, che hanno scandagliato diverse ipotesi e valutato ogni possibile movente. L’ultima proroga delle indagini nei confronti di Damiani scadrà alla fine di febbraio. A meno di colpi di scena, la Procura chiederà l’archiviazione di questo fascicolo. Questo però, assicurano gli investigatori, non impedirà di continuare a indagare.