di redazione
Caserta – scoperta una organizzazione che riusciva grazie ad entrate anche nella Guardia di Finanza a realizzare un sistema di false fatturazioni per circa 90 milioni di euro, ponendo in essere negli anni un’evasione di imposte che supera i 20 milioni di euro e crediti Iva per 7 milioni.
È quella sgominata martedì dalla guardia finanza una inchiesta della Procura della Repubblica di Latina. Tra le persone raggiunte da ordinanza c’è anche una commercialista casertana. Il sistema scoperto dagli investigatori della Finanza attraverso attività di intercettazioni telefoniche e ambientali consisteva nella creazione di cooperative che andavano e venivano create con il solo scopo di supportare l’imprenditore ed evadere. Le cooperative di servizi erano intestate a prestanome ed erano destinate ad operare solo pochi anni. “Ogni società – spiega il colonnello Michele Bosco, comandante provinciale della Guardia di Finanza – nasceva sapendo di dover passare il testimone a quella successiva. Le società nascevano ad Aprilia e morivano all’estero, nel Regno Unito, e prima di cessare l’attività lasciavano in eredità alla cooperativa nascente un credito iva. La nuova cooperativa si gonfiava quindi di fatture false consentendo di creare fondi neri che venivano a loro volta trasferiti all’estero”. Le false fatture per operazioni inesistenti permettevano in sostanza di creare falsi crediti iva da utilizzare poi per compensare la quasi totalità di debiti di natura tributaria e previdenziale. I costi venivano poi bilanciati con ricavi derivanti dall’emissione di false fatture, per milioni di euro frodati all’erario.