PARTONO GLI INTERROGATORI NEI CONFRONTI DELL’ASSASSINO DI DRAGONI

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

Dragoni (Caserta) – Durante gli interrogatori degli inquirenti Massimo Bianchi, dal carcere,non ha mostrato  pentimento e si è detto convinto di aver fatto ciò che bisognava fare. L’uomo, impiegato della comunità montana di Montemaggiore, che  giovedì pomeriggio in piazza a Dragoni ha freddato la sua donna, la 49enne Maria Tino, con tre colpi di pistola al torace mentre lei era seduta su una panchina vicino casa, probabilmente ad aspettarlo: la colpa di Maria è stata quella di aver troncato il rapporto, scatenando la gelosia e la vendetta dell’uomo.

Una storia incredibile quella di Maria, incappata in due uomini violenti che non sono riusciti a fare a meno di lei e che pur di non vederla tra le braccia di un altro sono stati pronti a tutto, anche ad uccidere. La 49enne aveva visto proprio in Massimo l’uomo in grado di regalarle una vita migliore, e così un anno fa aveva lasciato il marito, con il quale aveva due figli. Lui non l’ha presa bene e nel giugno scorso l’ha accoltellata,  senza riuscire ad ammazzarla ma procurandole gravi danni. Il marito di Maria è finito in carcere, dove è rinchiuso tutt’ora, e lei ha potuto vivere così la sua nuova storia d’amore, sperando di aver trovato una persona che potesse rispettarla e prendersi cura di lei.
Dopo un anno di relazione Maria ha capito però che Massimo non era l’uomo giusto e ha tentato di troncare la relazione: una decisione fatale, che le è costata la vita. L’uomo si è presentato all’appuntamento che aveva con Maria giovedì pomeriggio e senza rivolgerle la parola l’ha uccisa con tre colpi esplosi dalla pistola che deteneva legalmente: poi, con agghiacciante lucidità, si è seduto di fianco a lei e ha aspettato l’arrivo delle forze dell’ordine.