Chi mi legge sa che scrivo poco di politica a Maddaloni, non fosse altro perchè il dibattito politico a Maddaloni è sostanzialmente assente e, quando si verificano degli episodi sono poco stimolanti.
Anche il consiglio comunale di ieri era strettamente tecnico, con la possibilità di seguirlo in streaming e, quindi, sarebbe passato inosservato.
Ma ecco, che appena inizia il consiglio, un intervento a sorpresa anima la noiosa routine. Interviene il consigliere Aniello Amoroso, il quale fedelissimo di Gigi Bove dai tempi di Patto per Maddaloni, creatura politica dello stesso Bove, sancisce nella pubblica assise, in maniera ufficiale, il suo divorzio da Gigi Bove appunto ed il suo conseguente passaggio nel gruppo misto. Per ora. Con una dichiarazione che riporteremo in calce, molto generica ed incentrata su dissapori tutti interni al gruppo di Cambiamo Insieme. Una scelta sofferta, ma inevitabile. Quando manca il dialogo le coppie scoppiano. E questo 2020, prima di chiudersi, ci consegna anche la fine di questo sodalizio.
Bove perde un pezzo importante del suo gruppo che si indebolisce di uno dei suoi pilastri. Amoroso intanto si colloca nel gruppo misto. Probabilmente si guarderà intorno e rifletterà su nuove collocazioni per il nuovo anno.
Amoroso che fino al 2018, prima della sua elezione, dal suo profilo Facebook segnalava in maniera seriale inefficienze, perdite, strade rotte, fontane da riparare, immondizia in ogni dove, oggi cerca casa.
Dopo 2 anni avrà compreso che le erbacce che estirpava e le fontanine che riparava in campagna elettorale sono la “normalità” di cui il suo cartello elettorale si riempiva la bocca e che sono un atto dovuto in una città in cui i contribuenti pagano le tasse?
Bove rimarrà sulla poltrona di assessore e vicesindaco dopo questi riequilibri dei gruppi consiliari?
Attendiamo di conoscere gli sviluppi futuri all’ombra delle due torri.
Intanto ieri, oltre a ratificare una variazione di bilancio si è ratificata una variazione di maggioranza interna.
L’intervento integrale:
Ho reso già noto attraverso la stampa e le mie comunicazioni ufficiali e tengo a ribadire nella pubblica assise la mia fuoriuscita dal gruppo consiliare “Cambiamo Insieme”. Oggi faccio ufficialmente parte del Gruppo Misto del consiglio comunale. Ribadisco questo nella sede del pubblico consesso poiché esso rappresenta l’organo sovrano per l’attività di programmazione politica e di supporto a quella amministrativa.
In questa sede intendo rivendicare le scelte fatte in passato, ringraziare quanti ancora credono nello spirito genuino per cui è nato il gruppo Cambiamo Insieme, quanti ancora credano che esso possa rappresentare l’inizio di un percorso politico alternativo.
La mia scelta di lasciare Cambiamo Insieme è stata ponderata e meditata a lungo. Essa è stata dettata da una completa assenza di dialogo, di programmazione e di condivisione amministrativa con il mio ex rappresentante in giunta, che sarebbe dovuto essere, e non è stato, espressione del gruppo politico Cambiamo Insieme.
Ho provato in ogni modo a discutere con tale rappresentante al fine di ripristinare un minimo di agibilità politica all’interno del gruppo ma non sono riuscito ad ottenere quanto sperato.
Con estrema correttezza, anche e soprattutto per non inficiare il grande lavoro che stiamo facendo in questa amministrazione, non ho chiesto pubblicamente le dimissioni del succitato rappresentante in giunta anche se ne sussistevano tutte le condizioni considerando, appunto, che la comunicazione con questi, insieme alla trasparenza erano venute meno da tempo.
Non so se la mia scelta di lasciare il gruppo potrà mutare gli attuali equilibri politici o l’attuale assetto di giunta, ma, qualora il sindaco dovesse considerarla tale io non mi sottrarrei alle mie responsabilità e considererei la questione come un epilogo inevitabile.
Qualcuno ha messo in giro voci, per la verità molto flebili, che la mia uscita dal gruppo potesse rappresentare una sorta di tradimento verso i facenti parte. Voglio a tal fine chiare un concetto: io mi reputo un uomo che, per storia e cultura personali, possiede un altissimo valore della parola data e del rispetto verso gli altri. Proprio per questo, quando mi sono accorto di non poter effettuare nel modo più adeguato il servizio che avevo promesso ai cittadini, ho avuto il coraggio di cambiare strada.
Nel riaffermare il mio appoggio al sindaco e all’amministrazione che tanto sta facendo per la città di Maddaloni, sono lieto di aver chiarito la mia attuale situazione politica, per amore della verità e per rendere edotti quanti avevano creduto nel nostro progetto.
Amoroso Aniello