Chiudiamo il Museo Lombroso
A Torino esiste un museo di nome Cesare Lombroso, che è stato creato nel 1876 sempre per merito di quest’ultimo, dove si possono trovare raccolte dai cimeli a reperti biologici, da corpi di reato a disegni, da manoscritti a fotografie e strumenti scientifici. E un museo razzista, che non ha niente di storico e culturale, ma solo di razzismo e oscurantismo, poichè questo “scienziato” ha formulato teorie che si sono poi tradotte nel libro “L’uomo delinquente” in cui si formenta l’esistenza dell’inferiorità in molti esseri umani, teoria che per chi non lo sapesse influì anche su Hitler, da quale creò la teoria della razza ariana, indicando gli ebrei come popolo inferiore. Cesare Lombroso nasce a Verona nel 1835 a Verona, e fin dagli anni giovanili, ha interesse per i poveri, emarginati e folli. Lui lasciò l’istituzione pubblica, per quella privata, scrivendosi successivamente all’università di Pavia, per specializzarsi in medicina e chirurgia. Nel corso degli studi lui ebbe vari interessi che vanno da quello intellettuale a quello naturalistico. Inizia ad occuparsi di antropologia ( studio dell’essere umano sotto vari punti di vista), dal 1862, anno in cui viene inviato insieme al suo battaglione in Calabria, per reprimere il brigantaggio, dove inizia a formulare la teoria della delinquenza, esaminando le popolazioni della Calabria, scritte nel libro “Tre mesi in Calabria”, pubblicato nel 1863. Dopo aver esaminato varie teste, provenienti dalle regioni italiane, formula un’altra teoria che spiega la ricomparsa nell’uomo moderno di caratteri atavici, poi crea alcune categorie di delinquenti, suddivisi per esempio in delinquenti nati, occasionali, i passionali ecc e nel 1864, concepì l’idea che il delinquente aveva una personalità e struttura fisica diversa da quella dell’uomo normale. Lombroso nel 1871, esaminò il cranio di Giuseppe Vitella, un meridionale passato alla storia come un brigante, e scopre che invece di detenere la cresta occipitale, c’era invece una “fossetta occipitale mediana” anomalia che lo convinse che il delinquente nato è paragonabile , visto che presenta caratteristiche ataviche, agli animali inferiori e all’uomo primitivo, ” scoperta” che lo porta alla creazione del libro “L’uomo delinquente”, di cui è diviso in ben 5 volumi in cui spiega come riconoscere l’uomo delinquente nato. Questa anomalia presente nel cranio di Giuseppe Vitella, gli ricordava una tipica caratteristiche di alcune razze dette “inferiori”. In seguito questo libro riscosse molto successo, ma poi venne ampiamente criticato per le inesattezze che egli diceva, difatti venendo smentito anche dall’antropologia stessa. Ecco le 5 tipologie di delinquente secondo Cesare Lombroso.
1) delinquente pazzo: monomania impulsiva : delinquente alcolista;
delinquente isterico; delinquente mattoide.
2) pazzo morale: forza irresistibile; delinquente nato.
3) delinquente epilettico: epilessia criminale; epilessia larvata e psichica;
pazzi morali con accessi epilettici restati ignoti.
4) delinquenti d’impeto e di passione: forza irresistibile.
5) delinquente d’occasione: pseudo-criminali, criminaloidi; rei d’abitudine; rei latenti.
Cesare Lombroso riscuoteva successo in ambito scientifico per le sue teorie antropologiche positiviste, ma non in quello del codice penale, poichè i giuristi italiani avevano definito ” impraticabili” le idee proposte da Cesare Lombroso. Cesare non si arrese, adoperandosi affinchè fossero recepite anche all’interno del sistema giuridico, trovando in un primo momento resistenza, ma dopo la sua morte, le teorie dell’antropologia criminale ritrovarono un riconoscimento formale, riconoscimento che portò all’applicazione dell’antropologia criminale, da parte della polizia, che prevedeva la formazione di una polizia scientifica, che conoscesse con esattezza matematica, i caratteri fisici dei criminali. Questa applicazione dell’antropologia criminale portò alla morte di tanti innocenti. Cesare Lombroso è un personaggio ancora difeso dalla storia e dai custodi di questo museo, nonostante le sue teorie strampalate, cioè prive di fondamento. Bisogna immediatamente far chiudere questo museo, indice di pregiudizi verso altri popoli come quello meridionale, e per farlo ci stanno tante associazioni come il Comitato No Lombroso, che ha aperto una petizione per farlo chiuderlo. GIOVANNI RAIMONDO