In pochi giorni quattro lavoratori iscritti alla nostra organizzazione sindacale hanno ricevuto quattro lettere di contestazione disciplinare. Si tratta, a nostro avviso, di un segnale chiaro e preoccupante.
USB denuncia con forza un contesto caratterizzato da iniziative mirate nei confronti di chi ha esercitato diritti pienamente legittimi, lavoratrici e lavoratori che hanno impugnato il provvedimento di cessione dello stabilimento e che hanno scelto liberamente di aderire alla nostra organizzazione sindacale.
Riteniamo che quanto sta accadendo configuri un vero e proprio accanimento nei confronti dei nostri iscritti e, più in generale, un attacco alla libertà sindacale. Le contestazioni disciplinari, per tempistica e concentrazione, si collocano in un quadro che appare come una forma di pressione e intimidazione.
Quanto sta avvenendo si inserisce inoltre in una sequenza già gravissima, dopo i licenziamenti dei lavoratori Zeno e Madonna e le sospensioni disciplinari inflitte ad altri nostri iscritti, prosegue un’azione che, a nostro avviso, appare chiaramente diretta a colpire la nostra organizzazione sindacale e chi ne fa parte.
La nuova proprietà, che aveva annunciato un presunto rilancio industriale, sta invece dando continuità a pratiche che colpiscono chi rivendica diritti e dignità. Si registra un peggioramento del clima aziendale e un utilizzo degli strumenti disciplinari che solleva interrogativi gravi.
Lo avevamo detto e lo ribadiamo questo progetto non ha nulla di industriale!!!
USB respinge ogni tentativo di isolare o colpire i propri iscritti. L’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti viene, di fatto, messo sotto pressione attraverso iniziative che appaiono selettive e ritorsive.
USB metterà in campo tutte le iniziative necessarie, sindacali e legali, a tutela dei lavoratori coinvolti e della libertà sindacale. La nostra organizzazione proseguirà con determinazione in tutte le sedi opportune.
La dignità dei lavoratori è un principio inderogabile.
USB INDUSTRIA CAMPANIA