Pillole di Cultura. Gli Struffoli: una pietanza natalizia

Gli struffoli: una pietanza natalizia
Gli struffoli risalgano ai Greci, al tempo della fondazione di Partenope. Il termine “struffoli” deriva dalla parola greca “strongolus” che significa arrotondata e successivamente il termine “pristos” significa tagliata. Per logica “strongolus pristos” significa “pallina rotonda tagliata”. In Magna Grecia divenne “strongolapre(ve)te, nome dato agli gnocchetti super compatti, in grado di strozzare gli avidi preti. Pure se non è chiaro da dove proviene questa pietanza, molti dicono dal Medio Oriente, si sa però che da Napoli gli struffoli odierni si diffusero in tutto il mondo, grazie alle suore che nei conventi preparavano questo dono natalizio alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità. Inoltre teniamo due trattati, quello di Antonio Latini, datato 1600, che cita gli struffoli come “Pasta di struffoli alla Romana”, struffoli preparati alla stessa maniera di quelli napoletani, e quello di Nescia. Ovviamente gli struffoli, diffusisi in tutto il mondo,acquistano nomi diversi a seconda delle regioni o stati in cui vengono preparati. Per esempio , a Roma e Palermo, si chiamano “Strufoli”, in Umbria e Abruzzo “cicerchiata”, a Viterbo ” castagnole”, che sono frittelle dolci che si mangiano a Carnevale. Gli struffoli presentano molti segreti custoditi gelosamente tra cui uno di questo è il miele, che è simbolo della dolcezza e del mito, infatti nella Bibbia, nel capitolo Giudici 14, si racconta che :
Versetto 6: << Allora lo Spirito dell'Eterno venne su di lui con potenza ed egli, senza avere niente in mano, squarciò il leone, come uno squarcerebbe un capretto; ma non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che aveva fatto.>>
Versetto 8 : << Qualche giorno dopo egli tornò per prenderla e uscì di strada per vedere la carcassa del leone; ed ecco, nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e del miele.>>
Versetto 9 : << Egli ne prese un po' in mano e si mise a mangiarlo mentre camminava; quando giunse da suo padre e da sua madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone.>>
Versetto 10 : << Suo padre quindi scese da quella donna, e là Sansone fece un convito, perché così usavano fare i giovani.>>
Versetto 11 : << Quando la gente del posto lo vide, portò trenta compagni perché stessero con lui.>>
Versetto 12 : << Sansone disse loro: "lo vi proporrò un indovinello; se voi riuscite a trovarne la spiegazione e a farmela sapere entro i sette giorni del convito, vi darò trenta tuniche e trenta cambi di vesti; Versetto 13 ma se non me lo potete spiegare, darete trenta tuniche e trenta cambi di vesti a me".>>
Versetto 14 : << Essi gli risposero: "Proponi il tuo indovinello, affinché lo udiamo". Egli disse loro: "Dal divoratore è uscito del cibo, e dal forte è uscito del dolce". Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l'indovinello.>>
La morale della storia è che dalla morte nasce la vita, quindi Gesù, muore, sconfigge le tenebre e poi rinasce per portare al mondo una nuova vita. Infatti Gesù viene definito “roccia che da miele”. Negli struffoli, un’altra regola ferrea da seguire è: Tutti gli ingredienti sono necessari, non esistono variazioni di ingredienti, tutto è importante. Buon appetito e buon Natale!!! GIOVANNI RAIMONDO