di Giovanni Raimondo
Il fondatore della Repubblica di Turchia
Una delle tante pagine sconosciute o insabbiate di storia del novecento è quella relativa a Mustafà Ataturk Kemel. Mustafà Ataturk Kemel( la parola Kemel significa “perfetto”) nacque nel 1881 a Salonicco, città al tempo turca. Frequentò la scuola accademica militare, luogo dove iniziò la sua attività rivoluzionaria contro il sultano Ab-Il Hamed II. Perchè Mustafà Ataturk Kemel intraprese questa rivoluzione??? Il motivo è semplice: Eliminare ogni riferimento dell’Islam nella società turca poichè capì che l’Islam era la causa dell’arretratezza delle istituzioni ottomane. Guardò sempre con ammirazione all’Occidente cristiano e voleva che la Turchia diventasse moderna, cioè una diramazione dell’occidente civile, libero e cristiano. Uscì con il grado di capitano e scoperto che cospirava contro il sultano, venne trasferito a Damasco, luogo dove fondò il partito “Patria e Libertà” con la partecipazione del movimento rivoluzionario Giovani Turchi, al quale lui aderì nel 1908. Nel 1908 i Giovani Turchi imposero la Costituzione del 1876, ma l’anno successivo il sultano attuò una controrivoluzione che venne repressa, causa che ne conseguì la destituzione in favore del sultano Maometto VI. Il progetto di rivoluzione stava andando avanti, ma subì una brusca frenata a causa delle mire espansionistiche in Africa dei paesi europei tra cui l’Italia del governo Giolitti che voleva conquistare la Libia(all’epoca provincia ottomana) poichè “terra di promessa”, in cui risiedevano molti italiani e tanti interessi italiani. L’incaricato degli affari esteri Giacomo De Martino, consegna l’ultimatum di 24 ore al governo turco di Costantinopoli, con il quale si chiedeva di non opporre resistenza alle truppe italiane che invaderanno la Libia, ma venne respinto e il 29 settembre 1911 l’Italia dichiarò guerra alla Turchia. In questa guerra partecipò anche Mustafà Ataturk Kemel che venne ferito. La guerra finì nel 1912 con la conquista della Libia da parte dell’Italia come sancito nel trattato di Losanna. Successivamente alla conquista italiana, c’è la rivolta dei paesi balcanici in cui partecipa, ma i paesi balcanici ottengono comunque l’indipendenza dall’Impero Turco. Scoppiò la prima guerra mondiale dove Mustafà combattè la battagli di Gallipoli, chiamata anche battagli di Dardinelli, dimostrandosi un eroe e poi combattè in Palestina contro gli inglesi nel 1917 perdendo. Il nazionalismo di Mustafà incominciò ad avere maggiori consensi dopo la sconfitta ottomana nella prima guerra mondiale. Il 10 agosto 1920, in Francia, fu firmato il trattato di Severs, le cui clausole furono durissime per la Turchia, le quali prevedevano la sottrazione di molti territori alla sovranità turca. Tale trattato fu accettato dal sultano Maometto VI e dal governo ma non da Mustafà Ataturk Kemel. Oramai la sua rivoluzione era capeggiata da molti turchi che aderirono alle sue idee rivoluzionarie. Lui per prima cosa dichiara l’insurrezione al governo di Istanbul, riunisce e inaugura l’Assemblea ad Ankara, nuova capitale della Turchia dal 1919, e prepara la guerra contro i greci. Mustafà vince contro i greci e ottiene dal trattato di Losanna del 1923 la totale indipendenza della Turchia. Per ultimo sconfigge il Califfo del sultano Maometto VI, destituendolo. Nel 1923, fondò la Repubblica di Turchia e il partito Popolare Repubblicano di cui lui al capo che la doveva rappresentare. Iniziò subito la creazione della Costituzione laica kermelista. La costituzione kermelista era molto avversa al clero musulmano poichè sanciva l’abbattimento di tutto quello che era religioso. Le principali riforme di Mustafà sono:
1) Abolizione del Califfo
2) Parità tra uomini e donne
3) Chiusura dei tribunali e scuole religiose
4) Istituzione della scuola statale
5) In ambito giuridico, creò un codice civile su ispirazione di quello svizzero e penale su ispirazione di quello italiano
6) Adottò l’alfabeto latino
7) Adottò il calendario gregoriano
8) Adottò gli abiti occidentali che uomini e donne dovevano indossare
9) Riconosce pari diritti alla donna sia nell’istruzione che nel lavoro
10) Il diritto a votare attivamente e passivamente
11) Legalizzò le bevande alcoliche
11) L’omosessualità non era più un reato
12) Le organizzazione religiose erano sotto il controllo dello Stato
13) Il giorno di riposo dal venerdì passò alla domenica
14) Libertà di culto
15) Proibizione del velo islamico
Mustafà portò la Turchia ad una modernizzazione completa, il quale aveva sradicato nella società, ogni riferimento all’Islam. Infatti lui sull’Islam così si espresse:
“Per quasi cinquecento anni, queste regole e teorie di un vecchio arabo e le interpretazioni di generazioni di religiosi pigri e buoni a nulla hanno deciso il diritto civile e penale della Turchia. Loro hanno deciso quale forma dovesse avere la Costituzione, i dettagli della vita di ciascun turco, cosa dovesse mangiare, l’ora della sveglia e del riposo, la forma dei suoi vestiti, la routine della moglie che ha partorito i suoi figli, cosa ha imparato a scuola, i suoi costumi, i suoi pensieri e anche le sue abitudini più intime. L’Islam, questa teologia di un arabo immorale, è una cosa morta. Forse poteva andare bene alle tribù del deserto, ma non è adatto a uno Stato moderno e progressista. La rivelazione di Dio! Non c’è alcun Dio! Ci sono solo le catene con cui preti e cattivi governanti inchiodano al suolo le persone. Un governante che abbisogna della religione è un debole. E nessun debole dovrebbe mai governare. ”
La Turchia di oggi rispetto a quella di Mustafà, è una Turchia che vuole tornare ad essere per merito del suo presidente Erogdan, una costituzione religiosa, che fonda come detto la sua società sull’Islam. I turchi vorranno veramente ritornare ad essere uno stato islamico, vanificando tutto quello che il grande Mustafà Ataturk Kemel, ha fatto??? Spero vivamente che non ritornino allo stato islamico, poichè è appurato dalla storia che gli stati islamici sono restii all’evoluzione poichè quello che dice il Corano, testo scritto da Allah e rilevato a Maometto, non è sindacabile. Il Corano poi è un libro che incita alla violenza, intolleranza e odio verso i non musulmani( chiamati miscredenti o infedeli), contro le donne che sono inferiore all’uomo quindi non libere, l’omosessualità, libertà di pensiero, critica, stampa e culto. Basta leggersi il Corano e capirlo per vedere che quando ho scritto, è veritiero.