‘PROCESSO ZOF’, ALLA SBARRA ANCHE IL NAPOLETANO PAOLO DI MARTINO, PER IL QUALE IL PUBBLICO MINISTERO CAPASSO HA CHIESTO 2 ANNI DI RECLUSIONE PER FAVOREGGIAMENTO. SI TORNA IN AULA, A LATINA, IL 9 GIUGNO PROSSIMO

di Daniele Palazzo

NAPOLI-Dopo la requisitoria del Pubblico Ministero, Dottor Gregorio Capasso, che ha presentato anche le proprie richieste di condanna in quanto al processo che, presso il Tribunale di Latina, vede alla sbarra il presunto autore e i suoi fiancheggiatori, del duplice tentato omicidio, di cui, il 6 marzo dello scorso anno, furono vittime, in Viale Europa, di San Felice Circeo(Latina), Roberto Guizzon e Alessio De Capis, rispettivamente zio e nipote, il medesimo procedimento giudiziario è stato aggiornato al 9 giugno prossimo.

Posto che a commettere il reato sarebbe stato il solo Zof, all’epoca, 32enne, al posto degli imputati siedono anche il napoletano Paolo Di Martino(per lui, chiesti 2 anni) e il latinense Lello Gallo, per il quale la pubblica, sostenuta, a punto, dal Giudice Capasso. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, da parte dei Carabinieri della locale Stazione, sembra che il tutto abbia preso origine in seguito ad un litigio, per futili motivi, che, poi, sarebbe degenerato. Zof, per il quale sono stati chiesti del 10 anni di reclusione, non abbia gradito uno sguardo e un apprezzamento di troppo da parte di De Capis verso la sua fidanzata.

Un attimo e, dalle parole ai fatti, il classico passo è stato davvero breve, sfociando, addirittura, nella violenza più cieca ed assurda.

Secondo gli inquirenti, il principale imputato del processo in corso presso il Palazzo di Giustizia del capoluogo della provincia pontina” si sarebbe allontanato dalla scena, per tornarvi subito dopo armato di una pistola calibro 9×21. Con quella, avrebbe ferito gravemente la coppia di congiunti, entrambi residenti a Terracina. Con la grave accusa di tentato omicidio, in secondo tempo, Zof era stato arrestato e tradotto in carcere.

Ci rimarrà poco.

Infatti, in sede di Riesame, il 12 aprile dello scorso anno, il suo arresto sarà annullato. A questo punto, anche in considerazione dell’acquisizione di nuovi elementi(per lo più intercettazioni telefoniche che sembravano voler testimoniare che Zof stesse pensano di fuggire onde far perdere le proprie tracce), il Giudice della citata struttura di Giustizia, Dottoressa Mara Mattioli, avvertita anche che, nel corso di una perquisizione domiciliare, a casa dell’imputato, sita in Via Europa, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Latina, avevano rinvenuto due valigie, pronte all’uso, emise una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il resto è storia di questi giorni.

Venerdì prossimo, 9 giugno, dunque, la terna di imputati sarà nella mani del Magistrato derl nuovo grado di giustizia, al quale vene richiesto di stabilire quale sarà il futuro processuale di Alessandro Zof, Paolo di Martino e Lello Gallo.

Per quanto riguarda, invece, le posizioni del fratello del “gambizzatore” del Circeo, Fabio, al quale veniva contestato il reato di porto abusivo d’arma da fuoco, e per un quinto imputato, Emanuele Scaglione, unico ad aver chiesto ed ottenuto che contro di lui si procedesse con rito abbreviato, si profila, rispettivamente, l’archiviazione e il rinvio a giudizio.

Per la Pubblica Accusa, subito dopo il fatto di sangue di cui la quale, Scaglione, Gallo e Di Martino avrebbero accompagnato Alessandro Zof a Napoli, dove sarebbe stato, per qualche giorno, ospite di Di Martino, il quale ultimo, allo scopo di cancellare eventuali tracce di sangue dall’auto di Zof, la avrebbe sottoposta ad un accurato quanto vano lavaggio.