Proteste a Roma degli ex percettori di Reddito napoletani:una situazione esplosiva che la propaganda di governo non placa

Mercoledì 20 settembre, in piazza Santi Apostoli a Roma, circa 200 cittadini napoletani tra ex percettori di reddito di cittadinanza e disoccupati, hanno provato a sfilare in corteo in segno di protesta,ingaggiando con gli agenti di polizia in assetto antisommossa un confronto non privo di tensioni e momenti di aspro scontro. I manifestanti dichiaravano:”Serve che il governo si impegni in una modifica normativa che ci consenta di accedere a lavoro stabile e non precario dopo i corsi di formazione fatti attraverso la piattaforma. La piattaforma crea solo un’enorme massa di lavoratori ultra sfruttati e ultra precari. Noi non ci stiamo a questi giochi,vogliamo che i posti di lavoro siano stabili e determinati”. Le offerte di lavoro caricate sulla piattaforma Siisl in Campania sono 343, a fronte di oltre 4 mila domande.”Serve un’operazione verità non la propaganda – avverte Nicola Ricci segretario Cgil Napoli e Campania- la Campania conta circa 900 mila persone che in questi anni hanno percepito il Reddito, di cui a Napoli 230mila percettori. C’è il rischio di 70-80 mila persone destinate a restare fuori dalla possibilità di impiego per carenza di offerte e chi farà formazione percependo 350 euro al mese non avrà un futuro più roseo perché magari si tratta di cinquantenni privi dei requisiti per il mercato del lavoro….La Campania è piena di ultra cinquantenni e con bassa scolarità, persone che forse non lavoreranno mai….”. Insomma un disagio sociale che si prospetta grave e non di facile risanamento, mentre si parla in alcune regioni, come il Lazio, di una proposta di legge per l’introduzione di un Reddito di Dignità da 500 euro mensili per un anno per i residenti “così da fornire un sostegno alle fasce sociali più deboli rimaste ‘orfane’ del Reddito di Cittadinanza e non lasciare soli i sindaci davanti a questa bomba sociale che si ripercuote soprattutto sul welfare degli Enti locali”.