Per il consueto numero domenicale della rubrica “Spiccioli di spiritualità” diretta dal prof. P.Vitale, il prof. Michele Pugliese ci parla dei Capodanni nel mondo.
Come ogni anno, abbiamo vissuto tra brindisi e auguri il passaggio al nuovo anno nella notte del 31 dicembre, purtroppo stavolta funestata dalla terribile tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita quaranta adolescenti che festeggiavano la fine dell’anno e molti altri sono feriti. Vada alle famiglie delle vittime il nostro cordoglio e la nostra preghiera.
Detto questo, ci domandiamo: ma siamo sicuri che in tutto il mondo il 31 dicembre sia avvenuto il passaggio nel nuovo anno? O ci sono culture, religioni, che considerano un altro momento per passare da un anno all’altro?
In realtà il concetto di ‘Capodanno’ il 1° di gennaio non è universale: ogni religione e cultura interpreta l’inizio del ciclo annuale in base a calendari solari, lunari o lunisolari, legandoli a eventi agricoli, mitologici o spirituali. Non è unanime neanche in conteggio degli anni, come vedremo.
Nel mondo occidentale, il Capodanno coincide con il 1° gennaio del Calendario Gregoriano e per la Chiesa Cattolica è la festa di Maria Santissima Madre di Dio e la Giornata Mondiale della Pace. Tra l’altro molte confessioni cristiane considerano l’inizio dell’anno spirituale con la prima domenica di Avvento (tra fine novembre e inizio dicembre), che prepara al Natale. È questo il vero capodanno della Chiesa che comincia un nuovo ciclo di letture nella liturgia della Messa.
Il ‘capo dell’anno’ ebraico cade solitamente tra settembre e ottobre e si chiama Rosh Hashanah. Si suona lo Shofar (un corno d’ariete) per risvegliare la coscienza e si mangiano fette di mela intinte nel miele, augurando un anno ‘dolce’. Commemora la creazione del mondo e l’inizio di dieci giorni di penitenza che culminano con lo Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione), la ricorrenza più solenne e sacra del calendario ebraico. Secondo il rituale di Levitico 16 in questo giorno il sommo sacerdote poneva entrambe le mani sulla testa di un capro e confessava ad alta voce tutti i peccati del popolo d’Israele. In questo modo, essi venivano simbolicamente trasferiti sull’animale che poi veniva condotto nel deserto di Giuda e infine spinto giù da un precipizio. Questo simboleggiava l’allontanamento definitivo del male dalla comunità. Con la distruzione del Tempio (70 d.C.), i sacrifici animali sono cessati e sono stati sostituiti dalla preghiera e dal digiuno. Tuttavia, il concetto è rimasto radicato nella cultura umana: infatti ancora oggi noi diciamo “capro espiatorio” per descrive la tendenza di un gruppo a scaricare la propria colpa su un individuo o una minoranza, per preservare l’unità interna. Sebbene il rituale del deserto non esista più, alcuni ebrei ultra-ortodossi praticano ancora il rito dei ‘Kapparot’ il giorno prima di Yom Kippur. Si fa ruotare un pollo sopra la propria testa in segno di espiazione dei peccati e poi viene macellato e donato ai poveri, affinché il gesto di giustizia sociale aiuti a ottenere il perdono divino.
Nel mondo ebraico siamo nell’anno 5686, cominciando a contare dalla presunta creazione del mondo.
Il Capodanno islamico noto come Maal Hijra segna l’inizio del mese di Muharram e ricorda l’Egira, ovvero la migrazione del profeta Maometto da La Mecca a Medina nel 622 d.C. Poiché il calendario islamico è puramente lunare, la data retrocede di circa 11 giorni ogni anno rispetto al calendario gregoriano. È un momento di riflessione e sobrietà, più che di festa esuberante. Il Capodanno Islamico del 2026 (ma per loro sarà l’anno 1448 dell’Egira) è previsto per il 16 o 17 giugno 2026. Come per tutte le festività islamiche, la data esatta dipende dall’avvistamento della luna nuova. Se la luna non viene avvistata la sera del 16, l’anno nuovo inizia ufficialmente il giorno dopo.
Nell’Induismo non esiste un unico Capodanno. Poiché l’India è un continente culturale con decine di lingue e tradizioni diverse, l’anno nuovo viene celebrato in momenti differenti a seconda del calendario regionale e della divinità di riferimento. La maggior parte delle tradizioni indù festeggia il nuovo anno in primavera, simbolo di rinascita e raccolto. La festa è detta “Ugadi” (letteralmente “inizio di una nuova era”). Secondo le scritture induiste, Ugadi è il giorno esatto in cui il dio Brahma iniziò la creazione dell’universo. Il simbolo gastronomico di questa festa è l’Ugadi Pachadi, una pietanza che unisce sei sapori (dolce, aspro, salato, amaro, piccante, astringente) per ricordare che il nuovo anno porterà un mix di tutte le esperienze della vita. Per la tradizione indù Indù siamo nel 2082, un conteggio molto usato in India e Nepal, che precede il gregoriano di circa 57 anni.
Il Buddismo si intreccia spesso con le tradizioni locali: in Thailandia, Birmania e Laos si festeggia il capodanno a metà aprile e si chiama Songkran (letteralmente ‘passaggio’ o ‘trasformazione’). È probabilmente la festa buddista più famosa al mondo, nota soprattutto per le gigantesche ‘battaglie d’acqua’ nelle strade, il cui scopo non è tanto il divertimento, bensì la purificazione. Nelle città come Bangkok o Chiang Mai, il Songkran si trasforma in una festa collettiva travolgente. Per tre giorni persone di ogni età si armano di pistole d’acqua, secchi e tubi da giardino per bagnare passanti e turisti. Poiché aprile è il mese più caldo dell’anno in Thailandia, essere bagnati è considerato un sollievo rinfrescante e un augurio di buona fortuna. I fedeli versano acqua profumata anche sulle statue del Buddha nei templi. Questo gesto è un segno di rispetto e serve a ‘lavare via’ la sfortuna e i peccati dell’anno passato. Importante in queste tradizioni è sempre il rispetto per gli anziani: in un rito chiamato Rod Nam Dum Hua, i giovani versano acqua profumata sui palmi delle mani degli anziani della famiglia per chiedere la loro benedizione.
La festa dura tre giorni, dal 13 al 15 aprile di ogni anno ed è tradizione portare della sabbia nei templi perché si crede che, durante l’anno, ogni fedele porti via un po’ di terra del tempio sotto le proprie scarpe. Portare della sabbia serve a ‘restituire’ il terreno sacro. Con questa sabbia si costruiscono poi delle pagode decorate con fiori e bandierine colorate.
Per i buddhisti siamo nel 2569, cominciando a contare gli anni dalla morte del Buddha, anche se per il Buddhismo di tradizione Mahayana il capodanno coincide spesso con il Capodanno Cinese (tra fine gennaio e febbraio), basato sui cicli lunari, che con l’anno del Cavallo inizierà il 17 febbraio 2026, e porterà il conteggio degli anni al 4722.
Concludiamo questa breve carrellata sui capodanni augurando un felice anno a tutti i lettori con la benedizione di San Francesco della tradizione cristiana: “Il Signore ti benedica e ti custodisca. Mostri a te il Suo volto e abbia misericordia di te. Volga il Suo sguardo verso di te e ti dia pace. Il Signore benedica questo tuo anno, ogni tuo respiro e ogni tuo progetto. Che la Sua presenza sia la tua roccia e la tua guida”.