«Riprendiamoci Napoli. Ora» e «Più Stato, meno paura». Sono gli slogan che hanno accompagnato il flash mob svoltosi a piazzetta Montesanto dopo la violenta rissa culminata con una sparatoria e il video, diventato virale, dell’uomo che impugnava un kalashnikov in strada. Alla manifestazione hanno partecipato cittadini, commercianti, associazioni e rappresentanti della Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti. Tra la folla erano presenti anche autorità politiche e rappresentanti delle istituzioni, uniti nel chiedere un rafforzamento dei controlli, una maggiore presenza dello Stato sul territorio e investimenti nella prevenzione e nell’educazione alla legalità. Un lungo applauso ha accolto l’annuncio della convalida dei fermi dei due principali protagonisti della vicenda, mentre resta in carcere anche un terzo uomo trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa. L’episodio ha spinto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a convocare a Napoli il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di rafforzare le misure di controllo nelle aree più esposte alla criminalità. Le immagini della sparatoria e dell’uomo armato hanno inoltre superato i confini nazionali, trovando spazio su numerose testate internazionali, che hanno rilanciato il video e raccontato la risposta della società civile napoletana. Un’attenzione che conferma come quanto accaduto a Montesanto non sia soltanto una vicenda di cronaca locale, ma un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla necessità di una presenza sempre più incisiva dello Stato.