Il Napoli si fermerà in caso di cori razzisti a gara in corso. E’ questa la risposta del club azzurro al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nel vertice svoltosi lunedì a Roma si era detto contrario allo stop alle partite di campionato in caso di cori discriminatori e ululati.
Secondo quanto riportato dall’Ansa, i vertici del club partenopeo avrebbero appreso con perplessità le parole del vicepremier, confermando l’intenzione di prendere iniziative, anche clamorose, qualora gli episodi di razzismo si dovessero ripetere nelle prossime gare.
Come annunciato peraltro da Carlo Ancelotti in conferenza stampa un mese fa: il tecnico azzurro aveva ventilato l’ipotesi di uno stop in mancanza di interventi da parte dell’arbitro. Secondo l’Ansa, anche il patron Aurelio De Laurentiis starebbe seguendo in prima persona il dibattito, costantemente informato anche a Los Angeles, dove si trova attualmente per alcuni impegni cinematografici.
Queste le parole di Salvini: “È un tema scivoloso, è difficile individuare il criterio di discriminazione tra i ‘buu’ al bianco, al giallo, al nero, i cori contro i napoletani o gli juventini. Preferisco prevenire e sensibilizzare che sospendere le partite. Chi decide e in base a quale criterio oggettivo se sospendere una partita? Ricordo che in Milan-Juve i ‘buu’ dei tifosi rossoneri erano per Bonucci: chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite. La mia preoccupazione – aggiunge Salvini – è quella di non mettere in difficoltà l’arbitro, che ha già il suo bel da fare. E penso anche agli operatori di pubblica sicurezza, ho condiviso la scelta di non sospendere Inter-Napoli, non perché sia favorevole ai ‘buu’ razzisti ma perché i problemi esterni allo stadio potevano essere maggiori”.
Sulle violenze degli ultras: “L’obiettivo è sradicare la delinquenza da dentro e da fuori gli stadi e su questo utilizzeremo ogni mezzo. Lavoreremo per favorire la costruzione di stadi di proprietà, con camere di sicurezza e ho proposto l’idea di tornare a utilizzare il treno per le trasferte. È molto più controllabile un gruppo di mille tifosi identificabili, che hanno acquistato con un documento il biglietto del treno, piuttosto che cento automobili in viaggio”.