Roberto Desiderio e Antonio De Crescenzo rispondono a Gianfausto Iarrobino.

“Impossibile tarpare le ali ai pulcini che vogliono prendere il volo”. Questo il commento di Roberto Desiderio, ex Capogruppo Fi nell’amministrazione Del Gaudio, in seguito alle affermazioni di Gianfausto Iarrobino, già Presidente del Consiglio Comunale di Caserta, che non poche polemiche hanno suscitato in città. Ma procediamo con ordine. Gianfausto Iarrobino aveva affermato : ” E’ in atto una campagna denigratoria dell’ex Sindaco nei confronti degli Assessori e dei Consiglieri che hanno fatto parte della sua amministrazione comunale”. Il tutto sulla base di un recente post fb con cui l’ex Sindaco avrebbe attaccato i 17 consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione firmatari della sfiducia nei suoi confronti lo scorso maggio 2015. A scendere in campo contro Gianfausto Iarrobino innanzi tutto Pio Del Gaudio. ” La intervista a Gianfausto Iarrobino – ha detto l’ex Sindaco- si basa su post fb modificati e, dunque, falsi”. E mentre Gianfausto Iarrobino tace, ad intervenire nella querelle è Antonio De Crescenzo, ex Consigliere Comunale ed ex amico di Gianfausto Iarrobino, che mette in atto una vera e propria requisitoria contro i 17 dimissionari di maggio e , soprattutto, contro gli esponenti della maggioranza Del Gaudio che firmarono contro di lui.”Non si può essere nè blandi, nè tolleranti, nè comprensivi,nè misurati, nè muti – dice Antonio De Crescenzo- di fronte alla cifre ed alle ragioni della realtà, di fronte alla implorante attesa di una Città come Caserta messa in ginocchio da chi aveva il dovere di far tutti i passaggi politici prima di dimettersi. Soprattutto un argomento così importante per la vita democratica, come previsto dal TUEL, andava discusso nella conferenza dei capigruppo , portando poi le ragioni della crisi al consiglio. Invece si preferito assecondare chi ha sempre operato per Invece si preferito assecondare chi ha sempre operato per delegittimare l’istituto consiliare. In questo modo il consiglio comunale è stato colpevolmente privato di questo passaggio necessario per sancire con chiarezza i motivi della crisi politica. Si è preferito umiliare ulteriormente il consiglio comunale e quindi con esso la città imponendogli delle scelte prese senza un confronto serio e pubblico, nelle private stanze dove la debolezza si trasforma in forza di resurrezione liberatrice. Ora si continua con la temeraria, sfacciata, disinvolta, accanita proiezione di queste false luci sul dolore, sul sudore, sulla rabbia di una città umiliata, vessata, lacerata, incattivita, scaduta sotto i colpi impietosi dei fatti, della demagogia, della inettitudine pubblica di chi, dall’alto delle sue prerogative, si è fatto attore con i suoi personalismi dell’interpretazione più autentica del diffuso disagio degli onesti. Appartiene purtroppo agli stessi che non hanno dedicato un minuto della loro esistenza politica ed amministrativa ad una progettualità condivisa nel solo interesse della città “. E conclude :” Ambizioni indegne, anime morte, cuori guasti, menti chiuse, intelligenze pericolose hanno finito di inquinare la vita cittadina senza mettersene al servizio ed hanno finito come sempre inquinarla ulteriormente sotto il peso della più tracotante. volgare cultura del consenso, piuttosto di assicurare ogni sforzo per valorizzala e consegnala a maggiori fortune”.