SAN NICOLA LA STRADA. Foibe, l’Amministrazione celebra il “Giorno del Ricordo” con due celebrazioni eucaristiche

La prima Messa sarà alle 10.00 presso la chiesa alla Rotonda, la seconda alle 12.00 presso la chiesa in Piazza Parrocchia

SAN NICOLA LA STRADA – Domenica 10 febbraio 2019, in occasione del “Giorno del Ricordo”, solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno come previsto dalla legge nr. 92/2004 per conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale”, a cura dell’Amministrazione Comunale di San Nicola la Strada, nella persona del Sindaco Vito Marotta e dell’Assessore alla Cultura Maria Natale, d’intesa con i parroci don Filippo Frattolillo e don Franco Catrame, sono state previste due celebrazioni eucaristiche. La prima Santa Messa sarà officiata alle ore 10.00 presso la Parrocchia Santa Maria della Pietà in Largo Rotonda da don Filippo Frattolillo e la seconda alle ore 12.00 presso la Parrocchia Santa Maria degli Angeli in piazza Parrocchia da don Franco Catrame.

L’Amministrazione Comunale invita i cittadini sannicolesi a partecipare alle celebrazioni in ricordo delle vittime delle foibe. Quando i comunisti del maresciallo Tito presero il potere in Jugoslavia, gli italiani dell’Istria e della Dalmazia vennero espulsi e perseguitati, con il silenzio complice dei comunisti italiani. Le foibe devono il loro sinistro significato all’uso che ne fecero i partigiani jugoslavi durante e dopo la seconda guerra mondiale. Le foibe, cavità naturali del Carso triestino, diventarono ben presto fosse comuni per esecuzioni sommarie di migliaia di italiani. I prigionieri italiani di Tito venivano solitamente uccisi a coppia, legati sull’orlo della foiba e falciati dalle mitragliatrici.

Si calcola che gli esuli siano stati 350.000, e non meno di 15.000 gli uccisi. Le vittime dei criminali jugoslavi erano in massima parte militari e civili. Le foibe furono la risoluzione brutale di un tentativo di annessione territoriale che, fortunatamente non riuscì. Soltanto dopo mezzo secolo è stata squarciata la coltre di silenzio che aveva coperto questo genocidio. Domenica è il giorno delle coccarde tricolori, simbolo della giornata del ricordo in memoria di tutte le vittime del comunismo titino che dopo l’8 settembre del ‘43 furono gettate nelle foibe o barbaramente massacrate nei lager.