di GESUALDO NAPOLETANO
CASERTA. In seguito ad un’inchiesta su stellette e mazzette, il Giudice per le udienze preliminari, Alessandra Grammatica, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha condannato 5 imputati: tre ufficiali e un amministrativo dell’Esercito e un imprenditore, accusati di aver intascato soldi in cambio di appalti.
Queste le pene che dovranno scontare: 6 anni sono stati inflitti al colonnello Eugenio Cannarile e al tenente colonnello Gaetano Mautone di San Marzano sul Sarno; 5 anni per l’altro tenente colonnello Raffaele De Bisogno; 4 anni e 9 mesi per l’addetto amministrativo Aniello Palomba; 5 anni e 4 mesi di reclusione, invece per l’imprenditore Franco Caprio che si era aggiudicato gli appalti corrompendo i vertici dell’Esercito.
Secondo l’accusa, un intero ufficio dell’Esercito, il X Reparto Infrastrutture di Napoli, deputato all’affidamento di appalti per i lavori nelle caserme, sarebbe stato trasformato in un comitato d’affari capace di turbare gare e procedure a beneficio di un solo imprenditore.
A corroborare le accuse erano arrivate, dopo l’arresto, le dichiarazioni dello stesso Caprio, già coinvolto nell’inchiesta Medea sul comune di Caserta.