Si accende la protesta per la difesa dei lecci nel parco della Reggia vanvitelliana

Domenica 4 gennaio la protesta contro l’abbattimento dei lecci della Via d’Acqua della Reggia vanvitelliana si è riaccesa con una manifestazione, all’interno del parco, partecipata da tanti rappresentanti locali e nazionali di associazioni, anche da fuori regione: LIPU, gruppo 31 Agosto, L’AltraItalia Ambiente, Legambiente, Italia Nostra, Elsa, Comitato Centro Sociale ex Canapificio, UISP, La Murgia, Roller, Comitato Comer, AP acqua pubblica Caserta, FIAB-Caserta in Bici, Pax Christi ed altri. Alla protesta si è aggiunta la voce del neo consigliere regionale Raffaele Aveta e del parlamentare Francesco Emilio Borrelli che ha dichiarato di aver già prodotto un’ interpellanza sul tema alle Camere, al Ministro Giuli, per adesso senza risposta. Tra le presenze anche gli ex consiglieri comunali Norma Naim e Francesco Apperti. Numerosi anche i rappresentanti della stampa, tra cui il Manifesto , Caserta TV e il Mattino.

“Senza urla e slogan, ma una passeggiata in diretta ZOOM” come pubblica un’altra associazione partecipante che e’ Onda, Organismo Nazionale in difesa degli alberi: così i partecipanti hanno voluto accendere ancora una volta i riflettori su una vicenda che meriterebbe una serena ed equilibrata valutazione da parte della direzione mentre invece si trascina da due anni e si traduce “in un serio danno per il parco della Reggia perché intanto, in tutto questo tempo, è stata interrotta ogni attività di necessaria manutenzione per quei quattro filari di lecci con intuibile aggravamento della loro situazione vegetativa”. Così pubblica in una nota Matteo Palmisani della LIPU Caserta, tra i promotori dell’iniziativa.

Ultimamente il direttore Tiziana Maffei ha dichiarato che “non si tratta di abbattimento dei lecci, ma di sostituzione . È una differenza sostanziale , che purtroppo viene ignorata o travisata perché più facilmente strumentalizzabile”. Maffei ha sostenuto in un’intervista che i manifestanti non hanno nemmeno richiesto un incontro e Palmisani così risponde nella nota: ” Ci sono una serie di infondatezze nell’ articolo del direttore Tiziana Maffei: e’ vero che l’ abbiamo salutata, al suo arrivo, il 4 mattina alla Reggia (come fanno le persone educate), ma non ci risulta che ci abbia invitati ad un confronto cui siamo sempre disponibili, anzi, è andata subito via a gran velocità. Ma, d ‘ altra parte, se gli incarichi di studio, come da lei scritto, vanno avanti dal 2021, siamo pronti ad una discussione dedicata e approfondita, degna di tutto il tempo che occorre. Anche il titolo dell’ articolo risulta ambiguo e strumentalizzabile: come si fa a sostituire 750 lecci se prima non vengono abbattuti ? Un altro aspetto – continua Palmisani – che non depone a favore del direttore Maffei: il disprezzo con cui ha bollato i manifestanti come “pochi” e quindi “insignificanti”. A questo punto , occorrono alcune precisazioni : 1) il maltempo che sicuramente ha bloccato tante persone 2) proprio per aver sfidato il maltempo, gli intervenuti , assolutamente non pochi in questo frangente, meritano tutto il rispetto di questo mondo e non banali valutazioni ispirate al mero conteggio numerico 3) gli interventi erano rappresentanti di molti comitati e associazioni e, se il direttore Maffei si fosse fermata due minuti per un saluto generale, avrebbe constatato che tanti erano provenienti da altre regioni italiane, come Toscana, Emilia Romagna e Lazio, compresi giornalisti e blogger, venuti spontaneamente. Pertanto, noi della Rete di associazioni di Caserta, supportati dalle nostre consapevolezze scientifiche ed etiche, dalle numerose e importanti manifestazioni di interesse, anche tramite petizione che in pochi giorni ha superato le 3000 firme , continuiamo a perseguire la nostra strada, ma anche e soprattutto a richiedere un momento di incontro e confronto con il direttore Maffei, con la speranza di salvare i nostri lecci , messi a dimora per noi dai nostri avi e ancora atti a donarci tutti i loro benefici di cui spesso ci dimentichiamo”.