Angelo Di Costanzo, Gianpiero Zinzi e Lucrezia Cicia , le tre anime di Fi, sul punto di trovare un accordo.

Divide et impera. Questa la regola che Fi di Napoli sta applicando su Fi di Caserta. Il partito azzurro casertano non è unito , non ha una quadra , ovvero una strategia politica che ne tracci il futuro. Questi dati sono emersi nella recente riunione che Forza Italia ha tenuto nei giorni scorsi all’Hotel Europa di Caserta. Il vertice è stato organizzato dal Coordinatore Provinciale Paolo Russo il quale ha chiamato a raccolta tutti gli alleati del partito azzurro. Assente l’Onorevole Giovanna Petrenga, Parlamentare del territorio, che secondo molti aspira a diventare Sindaco di Caserta.. Tante parole su questo vertice ma pochi fatti. Il partito casertano, tuttavia, sembra pronto oggi a trovare una sintesi fra le sue anime che possono essere considerate le seguenti: Gianpiero Zinzi – Angelo Di Costanzo- Carmine Antropoli e Lucrezia Cicia. Nei giorni scorsi la notizia che Silvio Berlusconi avrebbe preso parte alla festa dei 40 anni della Bellissima. Lucrezia Cicia , invece, ha deciso di festeggiare il compleanno all’estero. Sono in molti a pensare che Giovanna Petrenga sia ormai esclusa dal partito e che non riesca a rappresentare le istanze del territorio. Del resto, si dice, se avesse avuto spessore politico, Berlusconi le avrebbe conferito la carica di Coordinatore Provinciale. A sua volta,Paolo Russo, Coordinatore Provinciale, anche se riconosce l’autonomia di determinazione dei Casertani , tuttavia non interviene per sanare i conflitti interni e , quindi, non risolve il problema anzi lo accentua consegnando, nella sua neutralità, il partito nelle mani dei napoletani , in particolare di Luigi Cesaro. In questa settimana il centro-destra provinciale dovrebbe convocare il tavolo interpartitico. Un tavolo importante nel quale Fi e l’intero centro destra casertano potrebbero dare la svolta desiderata per le prossime amministrative.Nel frattempo, rimane inequivocabile l’eredità lasciata da Nicola Cosentino, ovvero l’assenza di formazione politica del centro-destra in grado di incidere sul territorio pur senza il suo mentore.