TPL con le ” gomme a terra”. La Clp chiude MARCIANISE. DOVE SONO I POLITICI?

Le sigle sindacali Faisa Cisal e Faisa Confail chiedono a De Luca e al Prefetto la riapertura del deposito di Marcianise

Marcianise. Trasporto pubblico locale: la campagna elettorale, ormai avviata, si gioca anche sul tavolo delle garanzie a sostegno di  tale servizio pubblico.

Il TPL  e’ ormai ” con le gomme a terra”, ma , a questo punto, diviene obbligatorio, per i lavoratori e per gli utenti,  sperare di rimettere in piedi un servizio pubblico “degno di tale nome e servizio”.

Durante la giunta De Luca l’Assessore Regionale Sonia Palmeri  ha salvato in extremis l’impianto di Piedimonte Matese della Clp Sviluppo Industriale spa.

Ma , niente di fatto, per l’impianto di Marcianise , ne’ tantomeno, gli Assessori Regionali del territorio si sono attivati per risolvere  questa spinosa questione dell’azienda del tpl della provincia di Caserta.

Dal canto suo, la Clp Sviluppo Industriale spa ribadisce la presenza di tutta una serie di problematiche relative al deposito di Marcianise individuate in varie  questioni irrisolte, come il riscatto degli autobus in usufrutto oneroso. L’azienda aggiunge che  lo stazionamento di tali bus presso un ‘area di Marcianise ha provocato degrado oltre a relativi costi e responsabilita’ di diversa natura.

Il deposito Clp di Marcianise, a ben vedere ,  è la vera centrale del trasporto pubblico locale casertano,  ed urge una sua riapertura per garantire la tutela dei lavoratori  alle prese, a causa di questa chiusura,  con trasferimenti in altre sedi, spesso lontane molti chilometri dall’abitazione,  con enorme aumento  di lavoro  soprattutto a carico dei conducenti e con l’aggravante dello sperpero di denaro pubblico per i trasferimenti dei bus con i relativi Km, ovviamente pagati dalla Regione.

Al momento non si sa se la Clp continuera’ ad applicare  la «Cig ordinaria, per i giovani assunti». Si spera nel rientro in azienda  di tutti i lavoratori riconosciuti in “Cig fondo bilaterale”, che. secondo  i lavoratori, sarebbe stato scelto unilateralmente dall’azienda e mai verificato,in  un piano organizzativo e nel  controllo della rotazione”.

Gli stati generali, politici regionali, provinciali, locali, le oo.ss. dovrebbero servire proprio per definire una linea strategica  del tpl per il  prossimo futuro.

Resta il fatto che gli opportunismi, le pessime scelte e il virus della mala politica sono e restano difficili da smantellare, nonostante le esortazioni dei lavoratori.

Naturalmente il cambiamento enunciato dalla Regione Campania  con l’espressione “prossime gare”, e’  strettamente intrecciato  con il futuro del governo in carica, con la capacità di cambiare oltre alla gestione anche l’agenda su cui impegnare le forze.

Perché, come è evidente, una inversione governativa potrebbe rallentare e/o creare ostacoli al futuro Tpl.

Nulla si sta muovendo, anzi, nessun protagonista di questo mondo politico casertano regionale e provinciale, sta offrendo segnali utili ai lavoratori di questa azienda, che  si trovano ad emigrare in altro comune per la chiusura di Marcianise.

Nel frattempo, le  sigle sindacali Faisa Cisal e Faisa Confail  in data 05.06.2020, hanno  inoltrato una nota alla Clp Sviluppo Industriale spa, al Prefetto di Napoli,al Prefetto di Caserta, al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al Presidente della IV Commissione Trasporti Luca Cascone chiedendo la riapertura del deposito di Marcianise.

Il documento porta la firma del Segretario Regionale Dott. Domenico De Sena e del Segretario Provinciale Carlo Nugnes, i quali hanno sollecitato  la riapertura del deposito di Marcianise per evitare i numerosi disagi che, come sopra abbiamo detto,  i lavoratori stanno subendo per il trasferimento in altri impianti.

La Faisa Cisal e la Faisa Confail , durante il vertice del 4 maggio, avevano chiesto , per la piena tutela dei diritti dei lavoratori, sicurezza sulle prossime spettanze e sul pagamento della 14ma mensilita’.

Ed e’ proprio in riferimento a tale richiesta le rappresentanze sindacali hanno appreso dell’autorizzazione regionale alla procedura di anticipazione bancaria  e della richiesta aziendale del pagamento dei servizi di mobilita’ straordinaria.