Un caffè con Massimo Civale –  Il patron della rivista più “bella” per i borbonici: “Una Miss per le Due Sicilie”.

“La lontananza e l’esperienza negativa di alcuni Settentrionali nei confronti di noi del SUD, mi ha trasmesso quell’amore nei riguardi della mia terra”

Con Massimo Civale alla I Edizione della kermesse “Una Miss per le Due Sicilie”

 

Un caffè con Massimo Civale –  Il patron della rivista più “bella” per i borbonici: “Una Miss per le Due Sicilie”.

“La lontananza e l’esperienza negativa di alcuni Settentrionali nei confronti di noi del SUD, mi ha trasmesso quell’amore nei riguardi della mia terra”

In questi giorni di Covid i ricordi belli delle partecipazioni a convegni e a presenze in TV sembrano lontani, quasi sbiaditi, eppure ci sono stati momenti carichi e intensi di adrenalina, perché c’era da raccontare le storie del sud borbonico, del glorioso passato, dell’antico Regno delle Due Sicilie attraverso la nostra presenza nei media televisivi;  questi ricordi, per il sottoscritto , hanno sempre una costante: la presenza di Massimo Civale. Personalmente non posso certo omettere che è stato Massimo a dare spazio, molto spazio, alle mie apparizioni televisive, invitandomi a intervenire durante i suoi affollati salotti-shows, dove la leggerezza della parte musicale si alternava con gli spunti di riflessione dei tanti ospiti; particolarmente voglio riferirmi al suo programma a me più caro,  cioè “Una Miss per le Due Sicilie”. A lui debbo molto, anche in fatto del come esprimersi e gestirsi mediaticamente, mi ha insegnato tempi e linguaggi televisivi; a lui devo riconoscere di avermi dato la possibilità di arrivare a tanta gente, cui prima non era possibile arrivare.

Un Maestro per me, un amico fraterno, uno di quelli che non ti hanno accompagnato per lunghi lassi di vita, ma che poi, quando ritrovi, ti accorgi che era stato solo una questione di tempo,  il fato da un momento all’altro ci avrebbe messo in contatto e rivelato affinità e complicità fraterna.

Quest’uomo pieno di iniziative, di qualità, regista, scopritore di talenti, presentatore televisivo e anche di spettacoli dal vivo, che unisce la passione per il palcoscenico a quella molto più sensibile dei Templari, voglio presentare ai pochi che ancora non lo conoscono.

D) Massimo quando hai cominciato a occuparti del mondo borbonico?

R) Beh, da piccolo giocavo a fare il BRIGANTE, mi è sempre piaciuto, ma durante la mia vita militare, prima a Como al C.A.R. e poi all’Ospedale Militare di Padova, la lontananza e l’esperienza negativa di alcuni Settentrionali nei confronti di noi del SUD, mi ha trasmesso quell’amore nei riguardi della mia terra: il SUD. Al ritorno della Naia iniziai a seguire, sulle reti napoletane, la trasmissione di Angelo Manna , poi del giornalista Luigi Necco .

D) Nel tuo giro di lavoro artistico, da qualche anno, assieme alle tante cose meravigliose che allestisci, è venuto alla ribalta prepotentemente un programma dedicato alla bellezza delle donne del sud, con un chiaro riferimento al passato: “Una miss per le Due Sicilie”, quando è scoccata l’idea?

R) Per la verità, questa idea era già partorita durante le prime selezioni dei mie concorsi per il Cinema e la Moda, dove veniva eletta MISS SUD, ma l’idea di organizzare un concorso autonomo, con la denominazione dedicata al Regno delle due Sicilie, si è concretizzata quando incontrai il Sindaco di Sirignano, Raffaele Colucci , che mi diede l’opportunità di organizzare  nel suo Comune presso il Palazzetto dello Sport, la prima edizione del concorso.

D) Hai avuto il primo contatto identitario con il sottoscritto, ma poi chi altri hai apprezzato di questo nostro cosmo?

R) Come dicevi uno dei primi identitari, dei Borbonici, sei stato tu, poi ho avuto modo di apprezzare Don Massimo Cuofano, lo stesso Sindaco Colucci, Gennaro Crescenzo, Don Luciano Rotolo ed altri, inoltre ci tengo a precisare che sono uno dei fondatori,  per volere di Don Massimo Cuofano e Don Luciano Rotolo, della Fondazione dedicata a Francesco II, ultimo Re di Napoli, che ha sede a Napoli, presso la nostra Chiesa dedicata a Santa Maria Porta Cieli e San Gennaro.

D) La Macroregione è un progetto che sta molto a cuore all’amico Raffaele Colucci, credi ci sia davvero una possibilità reale per questa idea?

R) L’idea di Colucci è valida ed importante, non solo per l’intero Sud ma per tutta la Nazione. L’autonomia della nostra terra, considerata un territorio economicamente fertile, soprattutto per quel che riguarda il turismo, porterebbe alla nostra macroregione non solo benessere ma anche lavoro per i nostri giovani.

D) Sei a capo di un ordine che si rifà ai Cavalieri Templari, il tuo riferimento è da sempre Jacques De Molay, da dove nasce questa tua abnegazione?

R) Nasce dal mio amore per la storia, in particolare per le Crociate e la terra Santa, tra l’altro mio nonno buonanima era un Cavaliere di Vittorio Veneto; la mia curiosità ed interesse mi aveva spinto alla ricerca storica dei Cavalieri Templari. Un giorno nel lontano 1993 ebbi un invito a partecipare ad una Cerimonia di vestizione nella Basilica di Superga (Torino) dell’Ordine dei Cavalieri di Cipro, detti della Spada e del Silenzio.

D) Il prossimo programma Tv di Massimo Civale?

R) È previsto per il 2021 sicuramente sarà dedicato al terzo settore, alle Associazioni di Volontariato che ogni giorno sono impegnate nel sostegno dei più deboli … un piccolo talk show fatto in casa ….