Articolo di F.O.
Puntuale come un orologio svizzero e le cogestioni/autogestioni nella settimana pre-vacanze di Natale. Anche quest’anno, durante la seconda settimana di ottobre, si è tenuta la manifestazione degli studenti della provincia di Caserta, organizzata dal comitato Studenti Casertani in RivoltA a.k.a. SCIRA.
La manifestazione è partita alle ore 9:30 dalla stazione di Caserta per arrivare, dopo una lunga marcia, al palazzo della Provincia presso la Saint-Gobain, dove una delegazione di studenti è salita per un confronto con le istituzioni.
Gli studenti della provincia di Caserta, quest’oggi, si sono mobilitati per esprimere il loro dissenso contro “le conseguenze della Buona Scuola e i provvedimenti del nuovo Ministro dell’Interno Matteo Salvini” e “l’introduzione delle prove Invalsi, che dal 2020 diventeranno requisito d’accesso per l’esame di stato”, chiedendo a gran voce cose che in un altro paese/città/provincia sarebbero normali: una didattica che tuteli le diversità, edifici a norma, trasporti di qualità e agevolazioni per gli studenti e le studentesse per l’acquisto dei libri scolastici o l’accesso ai luoghi culturali della città (che nella nostra provincia, sono per la maggior parte nel più totale abbandono, indipendentemente dalla guida Feltrinelli).
Durante il sit-in davanti al palazzo della Provincia, e approfittando di un momento di calma, ho avvicinato uno dei ragazzi dello SCIRA per chiedergli un paio di cose riguardo la manifestazione di questo venerdì 12 ottobre.
Cosa vi aspettate da questa manifestazione?
Ottenere un tavolo di discussione con la Provincia è stato un grande risultato, ma non ci aspettiamo nulla, anche l’anno scorso abbiamo avuto un confronto con le istituzioni e alla fine non è successo nulla. Quello che ci aspettiamo davvero: è che questa manifestazione sia non la fine ma un punto d’inizio. La miccia che faccia capire che la scuola non va e che gli studenti sono attivi, scendono in piazza e manifestano. Questa manifestazione deve far capire a tutti che gli studenti hanno voce e che non hanno paura di farsi sentire.
…Capisco il far vedere che ci siete, ma avete scelto un percorso ed una sede che vi hanno tagliato un po’ fuori dalla città. Fermo restando che adesso siamo nella sede preposta (il nuovo palazzo della Provincia, n.d.r.).
Non ti nascondo che il percorso è stato molto discusso ma alla fine lo abbiamo scelto: essere qui oggi, perchè altrove non avrebbe avuto senso. Dato che, l’hai detto anche tu, è la Provincia l’ente preposto.
Il vostro è probabilmente uno dei primi volantini di una protesta studentesca dove invece di citare il Ministro dell’Istruzione, cita solo il Ministro dell’Interno…
Perchè Matteo Salvini ha stanziato un fondo di 2,5 milioni per i controlli antidroga nelle scuole (questo fondo è uno dei punti del “piano” Scuole Sicure varato dal Ministro dell’Interno quest’estate, n.d.r. ). Questi fondi saranno destinati tra l’altro per installare delle telecamere, assumere agenti a tempo determinato o coprire gli straordinari del personale e questo dimostra che la priorità di questo governo, in materia scolastica, non siano gli studenti ma il controllo e la repressione.
Sempre nel vostro volantino (che avete distribuito durante la manifestazione), nel punto riguardo “il controllo e la repressione”, parlate di “scuole aperte in cui sia favorito un clima di dibattito e dove gli studenti siano il vero organo decisionale”, ma in realtà gli studenti i loro organi di rappresentanza li hanno…
Certo ma in scuole dove c’è un regime di autorità da parte dei presidi. Scuole in cui gli studenti pensano di essere sul gradino più basso del livello decisionale. Di non avere alcuna importanza.
D’accordo il regime di autorità, ma non puoi negare che uno dei problemi è che i rappresentanti degli studenti non sono formati. Molti rappresentanti non conoscono le leggi che li tutelano (queste ci sono ancora n.d.r.).
Ed è questo uno dei nostri obbiettivi: organizzarsi, creare dei collettivi in cui poter formare gli studenti e quelli che poi si candideranno o diventeranno i loro rappresentanti.
Per “scuole aperte” cosa intendete?
Una scuola inclusiva, che tuteli le diversità e non produca un clima d’ odio. Ad oggi le scuole non sono così: non sono “aperte” e la situazione per questo, molto probabilmente, peggiorerà.